I BAMBINI DELL’ISOLA CHE NON C’E’ – C.R.E.S di BRUGHERIO MI

Anche quest’anno come in quello precedente, sono stata Ospite del C.R.E.S (Centro Ricreativo Estivo Sportivo) di Brugherio MI diretto da Alessandro Staglianò.


Come in quello precedente, ho potuto notare quanto i nostri ragazzi, siano diversi da quelli che eravamo noi alla loro età.


Posso dire con estrema sincerità, che sono in balia di due tipi di emozioni, da un lato sono dispiaciuta nel vedere, quanta poca disciplina regni nel mondo dei ragazzi, a tratti senza regole, atteggiamenti scomposti, urla, in alcuni di loro atteggiamenti di sfida.


Dall’altra parte, invece sento che in loro c’è grande curiosità, voglia di imparare, ma sono presi in questa morsa, e avverto in loro confusione. Non sanno dove andare e ne cosa fare, sembrano essere senza una guida.


Nonostante questa confusione, loro assorbono, sono attenti, forse come nella favola di Peter Pan, i Bambini dell’Isola che non c’è, vogliono solo un pò di attenzione, vogliono imparare, vogliono ESSERCI, sentirsi presi in Considerazione, vogliono lo stesso RISPETTO, che vogliamo noi adulti.


Ma questo non è un compito che spetta loro, questo è un compito che spetta noi adulti, a volte troppo presi dalle nostre tribolazioni per non renderci conto, che ci stanno scappando dalle dita di una mano.


E quando dico noi “adutli”, non mi riferisco solo ai genitori, ma a tutta la Società che ci circonda.


Come la nave di Capitan Uncino, per essere ben governata ha bisogno dell’aiuto di tutti, non solo del Capitano.


Il C.R.E.S è una Grande Idea, da una grande mano ai nostri ragazzi, da a loro l’opportunità  di giocare, apprendere, fare i bambini dell’Isola che non c’è (tema di quest’anno), ma con la differenza che sono Bimbi tenuti in considerazione.


Loro sono il nostro futuro. Loro sono il prodotto delle nostre azioni, non dimentichiamocelo MAI.


Durante i 3 incontri, si è parlato del Lupo, del suo Habitat, delle regole che formano il branco, il messaggio che ho cercato di far passare ai ragazzi è stato quella “dell’importanza del branco (famiglia)”
Nel branco non esiste un Ruolo inutile, tutti sono coinvolti nel cerchio della vita
Tutti contribuiscono all’esistenza, ognuno di loro ha il suo Posto e tutti vengono tenuti in considerazione“.

Abbiamo parlato dell’Habitat del lupo, di come caccia, della cooperazione tra i vari membri, di come alleva, e di come tutti aiutano i piccoli a crescere in un luogo protetto e sicuro dagli intrusi.

Ma non abbiamo solo parlato del lupo, abbiamo parlato anche del cane, della sua mimica, di come comunica. Ho voluto sottolineare l’importanza che il cane non è un giocattolo, soprattutto se questo non è il nostro cane.

Capire cosa il cane ci comunica attraverso la sua postura, per evitare spiacevoli incidenti.

Approcciarlo nel modo corretto, chiedendo sempre al proprietario del cane, se si può accarezzarlo, e di non prendersela se questo risponde di “NO”.


Mentre nel 4 incontro, abbiamo dato dimostrazione ai genitori, con la collaborazione dei ragazzi più meritevoli, del lavoro che abbiamo fatto, sull’approccio del cane, simulando l’incontro.

Inoltre con la collaborazione di Matteo e Iron abbiamo messo in atto un esercizio di ricerca molecolare, attività che viene utilizzata dalla protezione civile, nella ricerca dei dispersi.


Non posso pensare all’enorme differenza, che c’è tra i nostri ragazzi cresciuti in città, e i ragazzi cresciuti ancora a contatto con la natura.
A questo proposito mi vengono in mente tre tipetti tutto pepe. Mi trovavo a Boves provincia di CN, in occasione dell’escursione che ho realizzato a Maggio, ero in passeggiata serale con i cani, in compagnia di Giulia, Jaky ed Eraldo. 
Ci trovammo davanti a una discussione animata, tra i tre ragazzini, che poi venni a sapere che erano fratelli. Stavano litigando su “Chi” doveva guidare il “Volta fieno”.
Li la maggior parte della gente, vive ancora con i prodotti della terra, varie coltivazioni, tra patate, fragole, fieno, bestiame.
Alla guida del mezzo c’era un ragazzino che avrà avuto circa 5 anni, quello di mezzo ne avrà avuti 8 e il più grande circa 12. Il padre era disperato, perchè cercava di metterli d’accordo.

Non potemmo non fermarci a guardali, Eraldo se la rideva, mi guardò e mi disse: “oh sono tutti figli suoi”, lì per li, la battuta mi fece ridere, ma poi capii il vero significato.
Il padre dei ragazzi, salutò Eraldo e Jaky, esclamando, “Non ho abbastanza trattori per metterli d’accordo”.
Poi ritornò dai tre, che in tanto s’erano messi d’accordo.
Strada facendo Eraldo, mi disse, che il più grande, sapeva tutto quello che c’era da sapere sulle bestie, sulle mucche, su come avvengono le monte, su come fare una monta, sulla gestazione, su come allevare i vitelli, su come scegliere un capo rispetto ad un altro, quando è il tempo per la semina, quando per la raccolta, come raccogliere, come stiparlo.
Lo definì un “piccolo uomo”, se non sapessi che si tratta di un ragazzino, penserei di parlare con un adulto, ne capisce più lui di bestie che di certi del  mestiere.

Ecco questa è la grande differenza, che esiste tra un ragazzo di città e uno di campagna, ma la vera campagna, non quella che si vive in villetta a schiera alle spalle delle città.

La differenza, che c’è nel rispetto delle cose, vive o inanimate. 
A volte penso che il progresso ci abbia limitato molto, ci ha tolto quella capacità di sopravvivere senza le comodità, di comprendere certe dinamiche della natura, e di saperci adattare ad esse.

Questo dovrebbero insegnare nelle scuole, oltre la storia, la geografia, la matematica, le scienze. Insegnare che tutto non e’ dovuto, ma che andrebbe conquistato con la fatica, solo così si può capire appieno il risultato.

Molti genitori comprano cani e gatti, ai bambini come se fossero dei balocchi, ma non dovrebbe esser così. Un animale può insegnare molto.

Mi viene in mente questa citazione: 
“Gli animali sono creature complete e finite, dotate di un’estensione dei sensi che noi abbiamo perso o non abbiamo mai posseduto e che agiscono in ottemperanza a voci che noi non udremo mai.
Non sono per noi dei fratelli inferiori, 
non sono degli schiavi.
Appartengono ad altri gruppi viventi, presi insieme a noi, nella rete della vita e del tempo.
Sono  nostri compagni di prigionia nello splendore e nel travaglio di questa terra”
Henry Beston

Prima di lasciarvi alle immagini dei vari incontri, vorrei ringraziare, chi ha collaborato con me in questa iniziativa: 
Pierluigi Bonacera con suo figlio Rocco e i due esemplari Kira Pastore dell’Asia Centrale e Jake Cane Lupo Cecoslovacco.
Matteo Santambrogio con Iron Sulleormedellupo Cane Lupo Cecoslovacco.
Un grazie Sincero ad Alessandro Staglianò che mi ha voluto ancora nella sua grande iniziativa estiva per i ragazzi, mi ha voluto sulla nave del Capitan Unicino 
insieme ai ragazzi dell’Isola che non c’è, del 
C.R.E.S di Brugherio.
Un grazie ai ragazzi che mi hanno fatto da fotografi, le foto le hanno realizzate loro.
Che dirvi, ancora, buona visione… e al prossimo anno….

Katia Verza

QUANDO INCONTRIAMO UN CANE, A PASSEGGIO CON IL SUO PROPRIETARIO, NON DOBBIAMO MAI TOCCARLO DI NOSTRA INIZIATIVA, NOI NON LO CONOSCIAMO, NON SAPPIAMO SE GRADISCE LE NOSTRE COCCOLE. OCCORRE SEMPRE CHIEDERE: ” POSSO TOCCARLO ???”
SE IL PROPRIETARIO VI DICE DI “NO”, NON DOVETE PRENDERVELA, LUI LO STA FACENDO SOLO NEL VOSTRO INTERESSE.
GLI ANIMALI QUALUNQUE ESSI SIANO NON DEVONO DIVENTARE OGGETTO DI ATTENZIONI FUORI LUOGO, NON SONO DEI GIOCATTOLI.

ALCUNI BAMBINI NON HANNO PAURA, E NON HANNO NEMMENO SCHIFO DELLA BAVA CHE IL CANE PUO’ LASCIARE PRENDENDO IL BOCCONE CHE VIENE OFFERTO… MENTRE ALTRI….

MENTRE ALTRI, ANCHE SE SONO SPINTI DALLA CURIOSITA’ HANNO TIMORE, GUARDATE LA POSTURA DI QUESTA BIMBA, RIMANE INDIETRO CON IL CORPO. E’ UN ATTEGGIAMENTO DA NON SOTTOVALUTARE. SE IL BIMBO INSISTE MA DI FONDO HA PAURA, IL GENITORE DOVREBBE EVITARE QUESTO TIPO DI CONTATTO, L’ANIMALE POTREBBE ACCORGERSENE AVERE UNA REAZIONE, OPPURE POTREBBE MANIFESTARE ENFASI, CREANDO PANICO NELLA BAMBINA O BIMBO, TRASFORMANDO LA SITUAZIONE IN UN EVENTO POCO PIACEVOLE.

ANCHE PIEGARSI IN AVANTI NON E’ UN GIUSTO ATTEGGIAMENTO, OCCORRE SEMPRE APPROCCIARE IL CANE NEL MODO GIUSTO, DI FIANCO, E ABBASSANDOSI. ANCHE QUESTA POSTURA E’ INDICE DI INSICUREZZA.

LA BIMBA NON HA GRADITO, LA LECCATA DI KIRA.

PRIMA SI CHIEDE…. 

POI SI AVVICINA NEL GIUSTO MODO…

PRIMA SI CHIEDE… MA…

LA BIMBA NON E’ SICURA…. 

QUESTA E’ UNA MIA VECCHIA ALLIEVA, CHE RIVEDE CON PIACERE KYRA… 

CON JAKE, CON ALCUNI BIMBI, HO DOVUTO CONTROLLARE LA TESTA. A CAUSA DEL SUO ASPETTO INCUTEVA TIMORE. SUPERATO IL PRIMO CONTATTO LA COSA E’ DIVENTATA PIU’ SEMPLICE.
SIA IL GENITORE CHE IL CONDUTTORE SONO GLI UNICI RESPONSABILI DELLE EVENTUALI AZIONI, SIA DEI PROPRI FIGLI, SIA DEL PROPRIO CANE.
ENTRAMBI DOVREBBERO CONOSCERE LE REAZIONI DI UNI E DEGLI ALTRI.

QUESTO RAGAZZINO VIVE CON CANI DI GROSSA TAGLIA, PER LUI AVVICINARSI NON E’ STATO UN PROBLEMA.
MA…??? ESISTE SEMPRE UN MA…FATE ATTENZIONE AI BIMBI CHE VIVONO CON I CANI, INSEGNATE LORO CHE I VOSTRI CANI, NON SONO I CANI DEGLI ALTRI.
OCCORRE SEMPRE CHIEDERE… MA ANCOR MEGLIO SAREBBE UTILE IMPARARE AD OSSERVARE SENZA TOCCARE…. UNA BUONA REGOLA CHE ALLONTANA EVENTUALI INCIDENTI.

MATTEO SANTAMBROGIO E IRON SULLEORMEDELLUPO CANE LUPO CECOSLOVACCO

ROCCO BONACERA CON KYRA PASTORE ASIA CENTRALE

ROCCO E KYRA
MATTEO E IRON
PIERLUIGI E JAKE


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Informazioni su sulleormedellupo

Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
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