WEEK END UOMINI CANI & LUPI – IL RESOCONTO

Come da ogni mio rientro in sede che si rispetti, eccomi qui a pubblicare il resoconto delle due giornate avvenute in provincia di Cuneo.
Le due giornate sono incominciate con la visita alla Centrale Enel “Luigi Einaudi“, proseguendo poi nel pomeriggio, verso il Centro Faunistico “Uomini e Lupi”.
Anche questa volta, non sono riuscita a vedere e a far vedere i lupi in libertà. 
L’unico lupo che abbiamo potuto vedere grazie alle telecamere poste nel parco, è stato For Torino, un lupo investito nei pressi di Torino, portato in seguito all’evento nel centro per le cure e la riabilitazione fisica, per poi valutare un possibile rilascio in libertà.
Per quanto riguarda Ormea ed Emilia, non c’è stato verso di vederli, forse infastiditi dalle due scolaresche che ci hanno preceduto. Con tutto quel frastuono si sono guardati bene dall’uscire allo scoperto.
Un vero peccato, notare quanta poca disciplina e rispetto regni nei bambini/giovani d’oggi. Come è un vero peccato notare, quanta poca Autorità ci sia da parte degli insegnanti.
Gli Insegnanti dovrebbero “Insegnare” anche il “Rispetto”. 
La colpa di chi è? Credo che sia una domanda superflua, e che la risposta sia piuttosto ovvia. Un vero peccato vedere ragazzotti urlanti, saltare come  “Asini” da una panca all’altra, gettare a terra i resti del loro cibo, facendo un gran chiasso a più non posso.
Vero sono Bambini, vero loro devono giocare, ma è anche vero, che loro devono o dovrebbero, “Imparare”, che nella vita ci vuole un pizzico di rispetto per quello che ci circonda e per quello che non ci appartiene. 
E pensare che erano nel posto giusto. Imparare dai Lupi, imparare come i cuccioli di lupo il rispetto per gli adulti, le regole del branco, il proprio posto nel branco. 
Ancora una volta la Natura Insegna, ancora una volta loro, i Lupi sono Migliori di noi.

Nella seconda giornata, ci siamo recati al Rifugio Soria Ellena.
La partenza è avvenuta a San Giacomo d’ Entraque 1213 mt con l’arrivo al Rifugio a Soria Ellena 1840 mt.
Ci ha accolti un cielo terso, contro ogni previsione, sgombro da qualsiasi nuvola, ogni tanto si scorgeva la scia di qualche aereo.
Come da manuale il percorso si è snodato da prima attraverso i faggeti, poi la valle si è aperta con una vegetazione più rada, arrampicandosi dolcemente fino al rifugio.
Il paesaggio ci ha offerto una flora e una fauna spettacolari, o almeno così lo è stato per me.
Come dice la guida “il Trekking del Lupo”: “poche aeree protette europee possono vantare una quantità e una varietà di specie animali paragonabili a quella del parco”.
In effetti è stato proprio così. 

Prima di lasciarvi alle immagini della giornata, e ancora a qualche breve descrizione, vorrei ringraziare tutti i partecipanti, Jaky ed Eraldo non solo per avermi aiutato nella realizzazione delle due giornate, ma anche per la squisita ospitalità. Un grazie per l’accoglienza e professionalità ricevuta dal Centro Uomini e Lupi e dalla Centrale Enel  “Luigi Einaudi”. Un grazie al Pub la Cornacchia di Davide Dalmasso e alla Pensione per cani la Bisalta.

LA PARTENZA VERSO IL RIFUGIO SORIA ELLENA

Torrente Gesso



Il faggio è la folla, la massa, e la sua giornata è quella del lavoratore alacre.
La fabbrica funziona perchè ci sono i faggi che avvitano bulloni e svolgono i lavori di manovalanza.
Senza di loro la catena di montaggio non andrebbe avanti…
… Certo lui non è un lettore, non va a teatro, il cinema impegnato non lo conosce, ma per il calcio, per la squadra del cuore, è disponibile a tutto.
In fabbrica, il lunedì è felice se i suoi hanno vinto.
E poi un pò di osteria, le carte e la televisione sono il suo mondo.
Dei faggi ho grande rispetto perchè, da semplici operai devono mantenere la famiglia, pagare l’affitto, mandare i figli a scuola…
…Senza di loro i designer, gli ingegneri, i tecnici, ossia i frassini, i tassi, i maggiociondoli, morirebbero di fame…
… Molti faggi sono anche permalosi e tentano in ogni modi di ribellarsi al loro destino di uomini normali.
Sognano a occhi aperti e vorrebbero, per esempio, diventare un’elegante scultura. Appena fiutano che invece li adoperi per ricavarne mestoli e cucchiai si chiudono in se stessi e diventano inattaccabili.
Allora devi prenderli e lavorarli subito, quando sono ancora ingenui, contare sulla sorpresa e non dargli tempi di ragionare sul loro destino….
Tratto da libro “le voci del bosco” di Mauro Corona




FLORA


FAUNA


LA MIA AMICA MARMOTTA
Sono rimasta affascinata da questo roditore. Non ho idea di quante foto gli abbia scattato. Eraldo mi prendeva in giro, dicendo che stavo facendo il censimento delle Marmotte.
Ebbene forse l’ho davvero fatto.
Giudicate voi… 

IL PAESAGGIO 


Il Rifugio Dado Soria Ellena 1840mt
MA  DEL LUPO NESSUNA TRACCIA???
A questo punto qualcuno si chiederà, ma del Lupo?
Ebbene non ho avuto la fortuna di vederne, ma ho avuto la prova che in queste zone, la presenza del Lupo è una realtà.
Durante il percorso mi sono imbattuta nei suoi escrementi.
E’ stato un bel trofeo. Non nego che ci ho messo pure le mani dentro, per capire se era effettivamente di un carnivoro.
Lo sterco si presentava come se fosse un bozzolo, un bozzolo di pelo.
Il pelo assomigliava a  quello di uno stambecco, all’interno ho trovato tracce di ossa, e nello specifico frammenti di  piccole vertebre e piccole articolazioni.
Le montagne spoglie di vegetazione, fatte solo di neve e pietre, spingono gli animali nella vallata sottostante, trasformandola in un bacino ricco di vita e cibo per i predatori.
Sul nostro cammino abbiamo anche trovato resti di animali morti, alcuni travolti dalle valanghe, credo che in natura non si butta via nulla, trasformando i resti in cibo per i rapaci, corvi e lupi, tutto si ricicla.
Raccontando la mia bellissima scoperta, a Mary del Rifugio Soria Ellena, mi ha confermato che nei giorni precedenti, loro hanno avuto il piacere di vederlo transitare nel silenzio della vallata, nelle ore più calme di un pomeriggio. 
Quindi come descrive “La vita del Lupo” di Marco Albino Ferrari nella Val Gesso si sono documentate le storie più significative dei vari branchi di lupi.
I Lupi in questa valle, si sono avvicendati nel corso del tempo, costruendo branchi stabili, per poi estinguersi e riformarsi.
Dai rilevamenti raccolti dai vari studiosi dei lupi che si sono occupati di monitorare la zona, il territorio della Val Gesso è stato utilizzato prima (occupato dal 1999 fino al 2007) da un soggetto femmina (F9), poi uscita di scena, perchè trovata ferita e poi affidata alle cure veterinaria del Parco del Marcantour. Da li in poi il territorio è stato utilizzato da soggetti di due branchi diversi appartenenti al territorio francense, ovvero il branco della Roya e il branco della Vésubie.
In queste zone, si sono avvicendate storie di affermazioni, detronizzazioni, accoppiamenti, nascite, brocconaggi, rivolte dei figli sui padri, storie di dispersioni, storie di lupi solitari.
Tutto celato, al di là dei nostri occhi.
Tutto nel mistero di quelle valli, di quei boschi, di quelle cime inospitali.
E in quei posti di alta montagna, dove i boschi lasciano il posto alle distese dei sassi, ricoperti da muschi e licheni, si intravede a 1840mt il rifugio del Dado Soria, nella parte alta del Vallone del Gesso della Barra, ai piedi del Monte Gélas.
Qui i Lupi hanno transitato per diversi anni.

IL RIFUGIO DADO SORIA ELLENA 
Poco distante dal Monte Gélas si innalzano il massiccio dell’Argentera, lo spettacolare Corno Stella, pietre miliari della storia alpinistica locale che ha avuto grande pregnanza della storia alpinistica locale di Cuneo e del Vecchio Piemonte.
Il rifugio non a caso è intitolato a Edoardo “Dado” Soria e Gianni Ellena, la celebre cordata cunese che nella prima metà del secolo scorso realizò sistematiche campagne esplorative delle cime.
Il Rifugio è gestito dalla professionalissima Mary Bacani, con i suoi modi gentili, la sua cucina favolosa, la sua calda ospitalità, rinfranca gli animi, dopo le fatiche della giornata.
Chi volesse visitare il sito lo può fare cliccando su:


ORA UN PO’ DI NOI… 
La salita al rifugio non è impegnativa, non occorrono grandi attrezzature, solo un buon paio di scarpe, e un pò di gambe.
Qualcuno ha fatto meno fatica di altri, qualcuno ha fatto più fatica di altri, qualcuno è andato su come uno stambecco, mentre qualcun altro si divertiva a tagliare i tornanti… dicendo la fatidica frase: “siamo quasi arrivati…” .
E’ stata una bellissima giornata, la compagnia è stata ottima, i cani si sono divertiti a loro agio in un ambiente naturale e noi, abbiamo ritrovato un pò di quella serenità che la vita frenetica di tutti giorni ci toglie.
Sicuramente si ripeterà… 

La Storia Racconta..
COMUNE DI BOVES
I SENTIERI DELLA LIBERTA’

Allora…!!!!

Pazzo furioso, sale in bicicletta, si mette ai piedi gli sci con le pelli, e sale… sui nevai. Ridiscende il Nevaio sciando. Si carica tutto sulle spalle e ridiscende i bici…
Complimenti!!!

Lui: Ancora 5 minuti… 
L’altro: Te possino…. 


Troviamo su un nevaio, un brandello di manto di un camoscio quasi mumificato dal gelo.
Mavis lo perlustra tutto, cercando di capire di cosa si tratta.
Non mostra interesse alcuno verso la scoperta. Si limita ad annusarlo.



RITORNO

IO SONO COTTO…ANDATE AVANTI VOI…


Le due giornate non sono state interessanti solo dal punto di vista cinofilo, ma anche  da quello culturale. 
Vedere come la tecnologia della Centrale Enel si sposa con l’ambiente. Il lavoro dei biologi sulla fauna delle Alpi Marittime, lo studio del Lupo e del suo habitat, mettendo d’accordo Natura ed esigenze dell’Uomo. 
La Storia dei luoghi, la nostra storia.
Sono state due giornate intense, che si ripeteranno molto presto.
Ancora un grazie a tutti quelli che vi hanno preso parte.

Per chi fosse interessato, ricordo che le prossime giornate dedicate 
al Rapporto Uomo & Cane si terranno:



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Foto Autori:
Katia Verza
Jacqueline Dalmasso

Bibliografia:
“le voci del bosco” di Mauro Corona
“Il Trekking del Lupo” di Franco Voglino – Annalisa Porporato
“La vita del Lupo” di Marco Albino Ferrari

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Informazioni su sulleormedellupo

Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
Questa voce è stata pubblicata in I NOSTRI VIAGGI..., I NOSTRI WEEK END: PROVINCIA DI CUNEO, LE NOSTRE GIORNATE FORMATIVE IN MONTAGNA, SULLE TRACCE DEL LUPO, VISITANDO IL CENTRO UOMINI E LUPI DI ENTRAQUE. Contrassegna il permalink.

2 risposte a WEEK END UOMINI CANI & LUPI – IL RESOCONTO

  1. Bellissimi posti e bellissima passeggiata… appena mi rimetto ci devo sicuramente andare con Gabriel e i lupi 🙂
    un abbraccio a tutti

  2. Giulia ha detto:

    Poter partecipare a questo week end è stata davvero una bella esperienza.
    Un enorme grazie va a te Katia, che mi hai portata in questi bellissimi posti e che mi hai anche dato una mano quando mi serviva; ed un altro grande grazie va a Jaky, la quale anche lei mi ha aiutata nella camminata, e ad Eraldo i quali sono stati molto gentili ed ospitali.
    Poter visitare il centro Uomini e Lupi è stata davvero una bella esperienza, anche se per colpa delle scolaresche non siamo riusciti ad avvistarli…per me è stata anche una grande emozione poter vedere le loro traccie lasciate nell'erba alta…per me è stato abbastanza anche questo…perché loro erano lì…e di sicuro ci stavano osservando da lontano, valutandoci al sicuro dai nostri sguardi curiosi. Sentire la storia di Ligabue mi ha fatto venire la pelle d'oca e poter vedere nelle migliaia di foto di lupi dei tratti della mia Mavis è stato fantastico. Potermi avvicinare di più alle sue origini…scoprire qualcosa di più sulsuo antenato è stato davvero interessante.
    Altra parte che ho amato è stata la passeggiata verso il rifugio, immergermi nella natura e nella sua fauna ha fatto bene sia a me che a Mavis, arricchendo così la nostra esperienza. Ho imparato molte cose in questi giorni, non solo dal punto di vista culturale ma anche per quanto riguarda la gestione del mio cane in posti che non conosco ed in situazioni di difficoltà come il camminare lungo un sentiero coperto dalla neve oppure tra le rocce in salita.
    Sicuramente ci sarò anche la prossima volta, mi allenerò di più…in modo da non arrivare con il fiatone in cima al rifugio ed anche per essere in grado di affrontare da sola queste camminate a cui non sono abituata…il tutto insieme alla mia Mavis. Ringrazio anche la piacevole compagnia delle altre persone che c'erano che tra una parola e l'altra, ed anche tra le risate, hanno accompagnato questo viaggio.

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