WEEK END UOMINI CANI E LUPI – ANTICIPAZIONI FOTOGRAFICHE E STORIA DEL LUOGO

In previsione dell’Week End Uomini Cani & Lupi, sono stata in avanscoperta a Cuneo, per raccogliere immagini  e informazioni da anticiparvi, sui luoghi che andremo a visitare.

In questa occasione ho rivisto con vero piacere la mia Taiga e il suo bellissimo branco composto da Jaky, Eraldo, Fujico, Len, Brugo, Uragano e la nuova puledra.

Ma entriamo nel dettaglio del mio viaggio. Ora vi illustro le informazioni che ho raccolto.

La Storia ha inizio.

“Stanno tornando i lupi, hai sentito, Corrado?” disse la nonna arrivando con il vassoio del pane?
“Tonando?” rispose il nonno.
“Si. Ne parlano sul giornale, oggi. Guada qui …” la nonna mostrava il giornale.
Il nonno bevve il suo caffè, si asciugo i baffi.
“Non tornano…” mormorò.
“Come fai a dirlo? Li hanno mostrati anche in un documentario alla televisione poco fà, non ricordi?”.
“Non tornano” ripetè il nonno.
“Sono sempre stati qui …”

Lupi dietro gli alberi di Roberta Grazzani

Lo scopo del Week End del 23 – 24 – 25 maggio, è quello di portarci a contatto, sia con l’ambiente naturale del lupo, sia al lupo, sia al nostro cane.
Capire le Origini del nostro beniamino ci permetterà di capire meglio il nostro cane, quale essa sia la sua razza di appartenenza.
Purtroppo oggi giorno, abbiamo preso la CATTIVA ABITUDINE di trattare i nostri cani come bambini. Atteggiamento che molto spesso porta a incomprensioni notevoli. Capire il comportamento del lupo ci permetterà di comprendere meglio il nostro amico a 4 zampe. Perchè dentro ad ogni cane risiede ancora l’impronta del lupo.

Inoltre per chi come me, alleva, o vive i Cani Lupi Cecoslovacchi, è fondamentale capire le sostanziali differenze caratteriali che separano il Lupo dal CLC.
Capire come vivere un CLC, è importante, come è altrettanto importante non conferirgli ruoli, o immagini (anche se morfologicamente assomiglia molto al lupo suo vicinissimo antenato, se non progenitore) che non gli appartengono. Sottolineare questo ASPETTO è FONDAMENTALE per non incorrere in spiacevoli EQUIVOCI.
Il Cane Lupo Cecoslovacco porta tratti fenotipici molto simili a quelli del lupo, ma come ho potuto notare visitando il Centro Wolf Center di Combe Martin di Shaun Ellis, c’è una sostanziale differenza tra Lupo e CLC. 
CLC rimane comunque un cane articolato, affascinante, ma rimane pur sempre un CANE e per il suo bene, tale deve rimanere.

Questo Week End non ci permetterà solo di prendere nuove informazioni sul lupo che vive nel nostro arco alpino, ma ci consentirà anche di assaporare la storia, la natura di questi splendidi luoghi.

IL LUPO RITORNA

In Italia, negli anni 70′ il lupo era solo presente in alcune zone dell’appenino: Abruzzo e Sila .
Negli anni successivi, sono venuti a crearsi una serie di fattori, che hanno permesso al lupo una lenta ma continua ricolonizzazione della catena montuosa fino all’arco Alpino.
La presenza del lupo sulle Alpi Marittime, sé verificato verso gli anni 90′, prima sul versante francese e poco dopo su quello italiano.
Purtroppo il lupo, non porta con sè solo il fascino e mistero, ma anche preoccupazione, soprattutto per chi vive di attività agricola.
Quindi la regione Piemonte non ha dovuto solo tutelare il lupo ma anche gli interessi degli Agricoltori.
Conciliare questi due aspetti, tutt’ora non risulta facile.
Nel 1999 la ragione Piemonte ha avviato il programma “Progetto Lupo” coordinato dal Centro Grandi Carnivori con sede presso il Parco delle Marittime, con il coinvolgimento di ricercatori, veterinari, Corpo della Forestale dello Stato e Provincie.

Il Progetto è durato oltre 10 anni, raccogliendo numerose informazioni, che hanno consentito di monitorare il processo di ricolonizzazione. Inoltre gli ultimi studi, hanno permesso di arginare e prevenire in alcuni casi dell’impatto lupo-cacciatore sugli animali domestici.

A partire dagli anni 90′ sè potuto notare che il lupo è diventato una presenza stabile in Piemonte con una ventina e più branchi. Alcuni di questi branchi vivono a cavallo tra la Francia- Italia e Svizzera-Italia.

L’incontro con questa splendida e misteriosa creatura resta tutta via molto difficile. Chi riesce avvistarlo si può considerare fortunato.

DUE PAROLE SUL LUPO

La struttura sociale del lupo è basata, su un sistema comunicativo e di relazione di gruppo.
Fortemente territoriale, difende il proprio territorio in modo attivo dall’intrusione di coinspecifici esterni (lupi o cani).
Il lupo definisce il suo territorio con l’utilizzo di “Marchi Odorosi” (urina-escrementi), inoltre utilizza l’ululato come mezzo vocale, per confermare la sua presenza nell’area da lui occupata.
Il territorio di un lupo varia da superficie a superficie, dalle condizioni climatiche della stagione e dalla quantità di presenza di selvaggina.
L’estensione del territorio varia dai 200 ai 400 kmq.
Il lupo può vivere negli ambienti più disparati, l’importante è che vi sia cacciagione a sufficienza per garantirgli la sopravvivenza, e un ambiente che gli offra grandi spazi in cui possa nascondersi durante il giorno.
Le dimensioni di un territorio possono variare notevolmente. Tutto dipende dall’habitat che occupa. Un lupo nord americano avrà un territorio più vasto, rispetto a un lupo italiano.
Può arrivare anche ad occupare un territorio di 2500 kmq
In America è arrivato ad occupare da 50 a 1800 kmq.
In Italia da 120 a 200 kmq
In Francia fino a 200 kmq 

L’habitat del lupo è un luogo difficile, eppure questo animale riesce a vivere.

BRANCO – GERARCHIA
I lupi generalmente vivono in gruppi, dai 5 ai 20 esemplari, che rappresentano una struttura sociale ben definita.
I vantaggi nel vivere in branco sono:
  •  una buona difesa del territorio
  •  sfruttare al meglio le risorse alimentari
  •  allevare i piccoli in condizioni di sicurezza
All’interno del branco esiste una gerarchia ben definita. Al vertice abbiamo la coppia Alfa, seguita dai Beta e in fine dalle varie figure, quali:
  • Sentinelle 
  • Tate 
  • Tester 
  • Number 
  • Pacificatori 
  • Cacciatori
  • Anziani
In fondo troviamo i membri più giovani o molto vecchi e in coda i cuccioli fino ad arrivare ad un anno di età.

Quando i branchi diventano troppo numerosi, si verifica il fenomeno di “Dispersione”.
Ovvero i membri più giovani del branco raggiunto l’anno circa di età, lasciano il branco.
Le cause potrebbero essere:
  •  la ricerca di cibo
  •  nella ricerca di una nuova compagna/o
  •  nella ricerca di un nuovo territorio
In questa fase purtroppo si verifica il maggior tasso di mortalità dovuta a:
  •  Fame
  •  Morte per mano dell’uomo
  •  Morte per mano di altri lupi
  •  Malattie
  •  Incidenti
UN INCIDENTE CI PORTA AL STORIA DI “LIGABUE o M15”.

La storia ha inizio nel febbraio 2004.
Tutto nasce a Parma sulla tangenziale a 5 minuti dalla città.
Un automobilista, investe un animale, ma non prosegue, si ferma per verificare cosa ha investito.
Al primo sguardo, sembra un cane smagrito, con il pelo arruffato.
Avvisate le forze dell’ordine e attivato il servizio veterinario, si è trasferito  l’animale ferito presso  il canile municipale per le necessarie cure. Dopo una prima osservazione, nascono i primi dubbi: “questo strano, cane forse potrebbe essere un lupo”.
Non si perde, un istante si allerta il Corpo della Forestale e i vari organi competenti.
L’animale in un primo momento versa in condizioni disperate. L’incidente, la denutrizione e le condizioni cliniche, non fanno sperare in un miglioramento.
Inoltre ancora non si ha la certezza che si tratti di un lupo.
A tal proposito prendono il via una serie di esami, per assicurarsi che si tratti effettivamente di un lupo italiano.
L’esito non tarda ad arrivare e il giorno dopo si ha l’effettiva conferma, il malcapitato è proprio un lupo, ma non solo, si tratta di un soggetto già monitorato l’anno precedente in provincia di Modena a circa 80 km linea d’aria.
Inizia così l’avventura di M15 ovvero di Ligabue.
Si stima che l’animale abbia all’incirca 10 mesi di vita, nato dalla primavera del 2003 nel parco del Frignano in provincia di Modena.

Durante il distacco dal branco (detto periodo di Dispersione) Ligabue ha iniziato il suo viaggio, fino allo scontro con l’auto sulla tangenziale di Parma.
Per i ricercatori è un occasione da non perdere, che permetterà loro di studiare con mezzi più avanzati gli spostamenti e le abitudini del lupo.
La prima cosa da pensare, è stata quella di rimettere in sesto il povero Ligabue per poterlo lasciarlo in libertà.
Si decide di munirlo con un collare di nuova generazione con satellitare, per poterlo monitorare con più semplicità.
Si inizia il programma d’inserimento.
Ligabue inizia ad avere meno contatti con l’uomo questo per poter mantenergli intatta la sua diffidenza e per evitare il più possibile di snaturalizzarlo.
La ripresa di Ligabue ha quasi dell’incredibile,  nel giro di due settimane si prende la decisione di rilasciarlo.

IL GIORNO E’ DECISO

L’11 marzo del 2004, nonostante le condizioni meteorologiche proibitive, si procede alla liberazione nel Parco dei Cento Laghi.

Ligabue rimane per un certo periodo, definito di esplorazione, a cavallo dell’Appenino emiliano e toscano.
Dopo un periodo di tempo, il nostro beniamino punta deciso a Nord, percorrendo l’Appenino settentrionale, sfiorando il mare delle Cinque Terre.
Sosta per un pò nella riserva del Monte Antola, tra la Liguria e Lombardia e quindi si sposta nelle Capanne di Marcarolo tra Liguria e Piemonte. Ligabue non si ferma mai troppo, forse la ricerca di cibo, o la presenza di altri lupi lo inducono a un continuo spostamento.
Nel 29 settembre 2004, la sua presenza viene rilevata sulle Alpi Marittime, arrivando fino al confine con la Francia.
Nel mese a seguire (ottobre 2004) si sposta di continuo tra Italia e Francia.
Dal giorno del rilascio, Ligabue ha percorso come 1.100 km. 
Purtroppo Ligabue muore. Il 17 febbraio 2005 viene ritrovato in Val Pesio.
Le cause precise della morte, rimangono avvolte da un alone di mistero.
C’è chi dice per mano dell’uomo, chi dice che sia stato ucciso dalla fame o malattia, c’è chi dice ucciso dai suoi stessi simili.
Una cosa è certa, Ligabue ci ha permesso di conoscere meglio i lupi e il loro mondo.

VIDEO DEL MOMENTO DELLA LIBERAZIONE DI LIGABUE



CENTRO FAUNISTICO UOMINI E LUPI

In località Casermette, sulla s.p. San Giacomo, troviamo uno dei primi centri faunistici delle Alpi italiane, dedicato al lupo.
Il centro gode di autorizzazione del ministero dell’Ambiente per l’ospitalità temporanea o permanente dei lupi.
Il Centro è suddiviso in due parti, una interattiva e una d’osservazione mediante torrette.
Nel percorso interattivo, si illustra l’arrivo del lupo sul territorio alpino, seguendo le tracce del lupo Ligabue. (seguito nel 2004 con radiocollare satellitare, dall’appenino parmense fino alle Alpi Marittime). La storia è narrata dalla voce di un appassionata fotografa, Caterina.
Il percorso didattico si snoda, in diverse stanze (laboratorio, biblioteca, cucina, bosco, rifugio montano), approfondendo le caratteristiche del comportamento, della struttura sociale, della caccia, e di tutto quello che comprende il mondo del lupo.
Il percorso termina su un punto di osservazione, che domina una parte degli 8 ettari in cui sono ospitati tre esemplari. Tutti è tre soccorsi perchè feriti o investiti. 
Due sono ospiti fissi, mentre una terza è al momento ospite temporanea in attesa della decisione di liberarla. Molto spesso una volta curati, non è più possibile reintrodurli nel loro ambiente naturale, perchè entrati troppo a contatto con l’uomo.

A differenza dei lupi che ho potuto osservare nei centri da me visitati negli scorsi anni,  (Wolf Centre di Combe Martin  UK di Shaun Ellis, Wolfspark Merzig Germania di Werner Freund o i lupi del Parco Natura Viva di Bussolengo IT), cresciuti per mano dell’uomo o abituati alla presenza dell’uomo, questi ultimi del Centro Faunistico Uomini e Lupi, possono definirsi, diffidenti e schivi.
Gli avvistamenti nel Centro sono difficili.
Sono soggetti cauti e elusivi. Quando ci si trova in cima alla torretta, si ha quasi l’impressione di essere osservati, si ha quasi la sensazione che siano loro a studiare noi e non viceversa.

Il centro Faunistico è completato da un bar e da un negozio, dove si possono trovare tra le altre cose di libri di Marcus Parisini pittore naturalista.



Ancor prima di giungere alla scala che porta in cima, occorre far molto silenzio, per poter aver una chance per avvistarli.
La visita al Centro ha una durata di un ora e mezza per quanto riguarda la parte didattica.
Chi volesse prendere maggior informazioni, può visitare il sito www.centrouominielupi.it .


Se si osservano con attenzione le fotografie di seguito, 
si può scorgere Traccia del loro passaggio nell’erba fresca di primavera.




DUE INFORMAZIONI SUL PERCORSO AL RIFUGIO SORIA – ELLENA

Altitudine Partenza: 1.213 m
Altitudine Arrivo: 1.840 m
Altitudine Massima: 1.840 m
Dislivello salita: 627 m
Dislivello discesa: 0 m
Distanza: 6 km
Tempo Percorso Adulti: 2’30”
Tempo Percorso Bambini: 3’30”

Il percorso che va da San Giacomo a Soria-Ellena, non presenta particolari difficoltà tecniche, ed è il percorso più breve.
Ci si inoltra lungo il vallone della Barra, passando da un ambiente boscoso a uno di alta montagna dominato da rocce e radi pascoli.
Lungo il cammino l’avvistamento di marmotte e camosci è quasi garantito, basta fare un pò di silenzio e avere occhi aperti.

IL PERCORSO

La partenza incomincia da San Giacomo di Entraque, continuando a percorrere la strada, che passa esattamente tra il bianco edificio della Baita Gelas e quello rosso del Rifugio escursionistico San Giacomo.

Poco più avanti la strada diventa sterrata, con una salita graduale in mezzo una bella faggeta, parallela al torrente Gesso della Barra, che in alcuni punti forma vere e proprie rapide.


Man mano che ci si inoltra, nel sentiero i faggi si fanno sempre più piccoli e più radi, fino a lasciare il posto ad un ampia macchia erbosa.
Durante la salita, si consiglia di mantenere gli occhi aperti, poichè l’avvistamento di marmotte, camosci, sulle spianate erbose è molto frequente, soprattutto nei pressi dell’Edificio del Gias Isterpis a 1.368m. Raggiunto il Piazzale dei Cannoni 1.433m, dove troviamo l’insegna della “Memoria delle Alpi” che ricorda l’esodo degli ebrei in fuga da Saint-Martin-Vèsubie. L’ambiente circostante è ormai completamente prativo, costellato da una bassa vegetazione.

Alcuni tornanti decisi ci fanno raggiungere al Passo di Peira-stretta 1.650m.
A questo punto il paesaggio si fa duro, il verde lascia il posto delle rocce.
La strada si fa più graduale e da questo momento in poi si inizia a intravedere il Rifugio Ellena.
Per raggiungere il rifugio ci sono due strade, la più semplice che si inoltra nel pianoro per tornare quindi indietro con una grande curva, mentre la seconda imbocca lo stretto sentierino che si stacca sulla sinistra, subito dopo il ponticello e che punta in modo deciso verso il rifugio.

IL PARCO DELLE ALPI MARITTIME
MONTAGNE SUL MARE

Le Marittime primo e meridionale settore della catena alpina, contano 24 vette che superano i 3.000m, delle quali si osserva il mare, distante meno 50km. La vetta più alta con i suoi  3.297m dalla cima Sud è la Serra dell’Argentera.
Nonostante, l’aria mite del mare che accarezza le cime, nelle zone in ombra rimangono alcuni resti dei grandi ghiacciai, che ricoprivano le Alpi durante i periodi glaciali.
Originari di quell’epoca troviamo circa 80 laghi, dall’acqua di colore blu intenso e alcune specie di piante e di animali tipici dei climi freddi.
La particolarità delle Alpi Marittime sta nel fatto che la rendono un luogo di un importanza internazionale riguardo la biodiversità.
La loro posizione geografica strategica, al confine con ambienti del mediterraneo e alpino, spesso influenzata da correnti marine umide e alte pressioni mediterranee, la rendono una zona speciale, infatti in questi luoghi possiamo trovare molti microambienti estremamente diversificati.

Caratteristiche che permettono di ospitare in uno spazio relativamente ristretto una concentrazione eccezionale di specie viventi.

In questo territorio, troviamo un habitat congeniale per: il lupo, lo stambecco, diversi ungulati, la lepre, l’ermellino, la marmotta, l’avicola delle nevi, il topo quercio, il cinghiale, il muflone.
Sono stati anche osservate oltre 200 specie di uccelli delle quali più di cento sono nidificati come la maestosa aquila reale, il piccolo merlo acquaiolo, la pernice bianca, il picchio muraiolo.
Si trovano anche 8 specie di rettili, 4 specie di anfibi.
Poche aree protette europee, possono vantare una quantità e una varietà di specie animali paragonabili a quella del parco.
Un’altro fiore all’occhiello delle Alpi Marittime è la biodiversità vegetale.
Il settore è stato definito “Centro Principale d’endemismo”, grazie alla presenza di numerose specie che crescono esclusivamente in quest’area.
Le Alpi Marittime sono considerate un rifugio importante per la vegetazione. Un esempio per tutti è rappresentato dalla bellissima ed endemica Sassifraga dell’Argentera (Saxifraga Florulenta) che impiega dai 30 ai 75 anni per fiorire in un unica volta e dopo la maturazione dei frutti muore.

Infine, la morfologia, l’alternanza continua di valli, creste, dirupi, danno origine a un’infinità di microclimi, sotto la cui influenza le diverse specie hanno potuto affermarsi e diffondersi.

Le informazioni sul luogo sono state tratte dalla guida:
“Dalle Alpi Marittime al Parco del Mercantour”
Il Trekking del Lupo per grandi e piccini.
di Annalisa Porporato, Franco Voglino


L’occasione di questi giorni mi ha portato anche alla scoperta di Cuneo.
Una città dal sapore antico.
Bellissima la sua piazza con la sua lunga galleria. 
Si possono vedere ancora gli antichi negozi, dalle vetrine intarsiate nel legno.
A questo proposito vi lascio alcune immagini.



Queste sono alcune delle anticipazioni, dei luoghi che andremo a visitare durante il Week End Uomini Cani & Lupi il 23 24 25 Maggio 2014 in provincia di Cuneo.

Chi fosse interessato a partecipare può scrivere a:
oppure a


Autore fotografico: Katia Verza
Il materiale fotografico pubblicato è soggetto a COPYRIGHT
VIETATO qualsiasi riproduzione intera o parziale senza l’Esplicito consenso da parte dell’Autore e la citazione dello stesso.
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Informazioni su sulleormedellupo

Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
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