CONSIDERAZIONI E REPORTAGE FOTOGRAFICO DELLA GIORNATA CANI & PADRONI UDINE

Dopo aver sistemato la valanga di foto scattate durante la giornata del 26 Aprile 2014 a Udine, sono pronta per le considerazioni finali.
Ringrazio Sentitamente il signor “Tempo” il quale, nonostante le continue previsioni incerte datate dai vari Meteo, ci ha regalato una splendida e calda giornata e, anche quando il cielo è diventato nero e tuonante, ci ha permesso di arrivare asciutti al traguardo.
                                                            
Il vero piacere  l’ho avuto rivedendo i volti amici dell’anno scorso, come quello di Federica e il mio cucciolone Timber e far la conoscenza di Michele, di rivedere Ursula e Massimiliano e la loro bellissima Kyra, Enzo e Giuliana e il loro “gnam gnam” Akim, Jessica e Ivan e il piccolissimo bellissimo Marcus accompagnati dal loro Loky, da Nicole e Yuma.
E’ stato un piacere conoscere Danilo, marito di Antonella, e le sue bellissime e simpaticissime figlie, accompagnate dal loro Ares, Alan e il suo Teufel, Marinella e Luca e bellissima Rania .
La giornata è incominciata al parco del Cormor a Udine, dove ho potuto dare un primo sguardo ai cani e ai loro conduttori.
Ho testato le loro reazioni, facendoli avvicinare uno per volta.
In base alle risposte, ho assegnato loro un ordine da mantenere nel gruppo, spiegando ai conduttori chi potevano avvicinare per evitare tensioni inutili. Ordine da mantenere almeno per la prima parte della passeggiata.
La valutazione non è stata solo fatta ai cani, ma anche ai loro conduttori.
Il conduttore è quello che DETERMINA la risposta finale del cane, in quella precisa situazione.
Durante le presentazioni tra Loki e Timber, è capitato che Loki sovrastasse con tutto il suo corpo Timber, avvicinando in modo severo la sua bocca al muso del sottomesso.
Ho potuto notare una particolare calma in Federica, la quale, memore dell’esperienza appena trascorsa al campo di Sulleormedellupo durante la giornata formativa Conoscere il Cane Lupo Cecoslovacco tenuto il 30 marzo 2014, quando Manny padre di Timber ricordò al figliolo la sua posizione gerarchica.
Questa volta Timber, ha messo in pratica ciò che il padre gli aveva insegnato, non muovendo foglia, rimanendo fermo e immobile al suolo.
Onestamente non mi aspettavo di iniziare la giornata con una situazione simile.
Non pensavo che Ivan permettesse a Loki di avvicinare così Timber, forse preso dal coraggio della mia presenza è partito troppo alla grande, ma anche questo fa parte del gioco e l’esperienza insegna sempre.
In quella situazione potevo far ben poco, se non dire ai conduttori di rimanere tranquilli e aspettare che la tensione si esaurisse da sola.
Ebbene SI, quando due cani sono in quella posizione, un Cane SOPRA e uno SOTTO, occorre solo ASPETTARE.
Agire sul guinzaglio, strattonando anche solo leggermente il cane, non serve a NULLA se non DARE  il via alla LOTTA o al TAFFERUGLIO.
Infatti, sia Ivan sia Federica, sono rimasti CALMI ma soprattutto FERMI.
Loki, dopo aver fatto conoscere la sua personalità con movimenti molto lenti, ha tolto il suo peso da Timber.
Quando vidi, Loki guardarsi intorno, chiesi a Ivan di richiamarlo a sé senza agire sul guinzaglio.
Timber rimase a pancia all’aria, aspettando che quest’ultmo si allontanasse per bene da lui, per poi rimettersi in piedi dandosi una bella scrollata di groppa (atteggiamento che usano in cani per scrollarsi di dosso la tensione).

Timber inizia a farsi piccolo, mentre Loki prende una posizione da dominante


Durante le presentazioni, ho potuto percepire una certa mancanza di fiducia da parte di alcuni verso il proprio cane.
Credo che quest’aspetto sia in parte dato anche dal giudizio negativo della cinofila presente sul territorio nei confronti della razza del Cane Lupo Cecoslovacco.
Quasi tutti mi chiesero cosa pensavo del loro cane, a tutti, con giudizi diversi, dissi che nei loro beniamini non vedevo nulla di strano.
In qualcuno notai perplessità, forse avrebbero preferito sentirsi dire il contrario.
Credo che alla base di questo malessere ci sia una cattiva “Educazione Cinofila”.
Un’Educazione Cinofila non adeguata al tipo di razza.
Mi dispiace ma la penso così.
La coercizione, la forza, mina la FIDUCIA nel cane verso l’uomo, consolidando CERTEZZE errate nel cane.
Strattonare il cane, colpirlo sulla coda quando questo la porta alta, l’utilizzo di collari con le punte, zainetti pieni di pietre per evitare che il cane tiri, collari elisabettiani utilizzati per impedire al cane di tener alta la testa e non so che altro, non serve proprio a nulla, se non a renderlo più aggressivo.
Questo tipo di educazione mi fa pensare di più a un’inadeguatezza da parte dell’uomo. L’uomo, quando non sa come venirne fuori, cerca sempre di prevaricare l’altro,  utilizzando la forza.
Spero che sia una politica di pochi e non di molti.
Il punto è che non ESISTE NESSUNO e NON STA SCRITTO da nessuna parte, che il cane DEBBA FARE sempre quello che noi vogliamo.
I Cani nascono e muoiono Cani.
Noi non abbiamo il DIRITTO di cambiare la loro Natura.
Un Cane ci dice molto anche quando non fa quello che Noi gli chiediamo o ci aspettiamo da lui.
Il Segreto? Dobbiamo IMPARARE ad ASCOLTARLI.
Mi scuso se sto dando l’impressione d’attaccare qualche metodo, ma purtroppo non riesco a pensarla diversamente.
Sono convinta che le figure “competenti” dovrebbero dar giusti consigli, senza contare che dovrebbero essere le prime a fermarsi là dove finisce il loro territorio di competenza o conoscenza.
Il CLC non sarà mai un Pastore Tedesco, anche se quest’ultimo è stato usato per la creazione della razza.
Le regole che determinano l’Educazione di Base, si sposano con tutte le razze, ma è anche vero che la Razza determina il tipo di Educazione.
Conoscere la Razza nello specifico, come potrebbe essere per il CLC, è fondamentale.
A questo proposito, mi viene in mente un sondaggio che feci circa un anno e mezzo fa. Presi una ventina di numeri di  telefono.
Questi numeri telefonici appartenevano a: Educatori Cinofili di diverse scuole, Addestratori, Istruttori, Referenti in una nota Associazione che si occupano delle adozioni del CLC.
Volevo capire se questo piccolo “campione” conoscesse il CLC.
Mi presentai a loro come un “Ipotetica Interessata” alla razza, ma con qualche dubbio in proposito. Naturalmente utilizzai un numero di telefono che non riconducesse a me.
Che cosa emerse? Tranne quelli che si occupavano delle adozioni, i quali mi diedero un quadro più completo sulla razza, tutti gli altri mi ripeterono quasi a mena dito le stesse identiche cose, forse lette, forse studiate ai loro corsi.
Feci loro un’altra importante domanda, “con quanti clc avevano lavorato”, la risposta si limitò a uno o due esemplari o nessuno.
Lascio a voi la riflessione.
Ritornando al CLC, posso dire con estrema sicurezza che è un cane Particolare/Articolato.
Per farlo lavorare occorre trovare la “MOTIVAZIONE GIUSTA” costante nel tempo.
Sarete d’accordo con me che non solo il cane deve adeguarsi a noi, ma anche noi dobbiamo adeguarci a lui, modificando continuamente lo stimolo/interesse nel cane.
Tutto questo si basa su un semplice fondamento chiamato FIDUCIA.
Come possiamo ottenere la sua fiducia se utilizziamo la coercizione o la forza?
Come possiamo pensare che il nostro cane accetti di buon grado l’avvicinarsi di persone estranee, senza che questo reagisca, rendendoci la passeggiata un inferno, se noi per primi con l’aiuto della figura cinofila gli abbiamo insegnato che dalle persone non c’è da fidarsi?
Ricordo il proverbio: “Quando uno si scotta con l’acqua calda, poi ha paura anche di quella fredda”.
Non sto dicendo che il nostro cane deve esser toccato da tutti, sto dicendo che il nostro cane deve aver fiducia in NOI, senza temere gli altri, evitando così di entrare in aggressività al sol avvicinarsi di uno stimolo (persone, cani, cose, situazioni).
Se commettiamo questo “errore”, se permettiamo a questo “errore” di diventare un ABITUDINE, nel nostro cane, difficilmente potremo correggerlo, difficilmente potremo tornare indietro, l’unica soluzione a quel punto è di: ADEGUARCI noi a LUI.
Un cane non apprende solo le cose positive (atteggiamenti che a noi fanno comodo) ma apprende anche le cattive abitudini (atteggiamenti che a noi non fanno comodo).
Durante lo svolgimento della giornata, è avvenuto un episodio casuale, ma molto esplicativo. Mi dispiace solo che il quel momento ero talmente assorta da cosa stava succedendo che non ho pensato a scattar nessuna fotografia.
In quel preciso momento stavo spiegando ai partecipanti, che i cani sono molto più intelligenti di quanto noi immaginiamo, arrivando a prendere delle decisioni autonome, soprattutto quando la nostra presenza è lontana da loro.
Eravamo ai margini del viottolo, che attraversava il primo tratto in ombra del parco.
C’eravamo disposti quattro da un lato e quattro dall’altro, a un certo punto avviso i conduttori dei cani che si stava avvicinando a noi un jogger seguito dal proprio cane (labrador) rigorosamente libero.
Vedendolo arrivare sparato, mi sono detta: “Ci siamo..ora si balla…”.
Il labrador si arresta davanti a noi, guarda con aria preoccupata e interrogativa il suo padrone, che con una corsettina decisa si allontana da lui, poi guarda noi. 
Credo che si sia reso conto che di lì non poteva passare.
Osserva ancora una volta il suo padrone, il quale aveva preso una notevole distanza da lui e, poi decide il da farsi.
Cosa fa? Semplice! Ci evita con una grande curva, passando dietro di noi, fin tanto da superarci in sicurezza, raggiungendo il suo padrone che ora mai aveva già raggiunto il fondo del viale.
Lo ammetto! Non mi sarei mai aspettata un ragionamento così fine da parte di un labrador. Lo ringrazio pubblicamente, perché senza di lui, non avrei potuto completare la spiegazione in modo migliore.
Un aiuto casuale ma vero. Il labrador di fronte ad una difficoltà, ha saputo valutare e poi decidere e, se ci riesce un labrador figuriamoci un CLC.
Da non dimenticare, che alla base di questi ragionamenti, ci sta sempre il percorso educativo che il cane fa.
Le esperienze ludiche con la madre i fratelli, gli insegnamenti che il padrone gli da, il permettere al cane di fare le sue esperienze senza troppo intervenire, portano un arricchimento delle proprie conoscenze. Per quello che è importante scegliere il tipo d’insegnamento, ma ancor più importante è il modo in cui si applica questo insegnamento.
Per me, il migliore addestramento è quello che si basa sul rispetto della sua Natura, senza troppi condizionamenti, costrizioni, coercizioni.

Non dimentichiamoci che il cane diventò amico dell’uomo, mediante la collaborazione, il cane aiutava l’uomo nella caccia e nella protezione, in cambio l’uomo gli offriva il mangiare. Lascio a voi la riflessione… 

Nelle mie cucciolate, sono solita tracciare i profilo dei cuccioli, ora vorrei fare lo stesso, lasciando un profilo dei soggetti incontrati, in base a quello che ho potuto osservare durante lo svolgimento della giornata.

PROFILI…

TEUFEL di ALAN
Maschio, un anno e mezzo

Un bel cucciolone, dalla sagoma slanciata e dallo sguardo attento.
Al momento non posso dire di aver rilevato aggressività particolari nel soggetto, nonostante provenga da una selezione piuttosto reattiva.
Ho trovato in Teufel, un buono spirito di adattamento e di osservazione. Credo che il giovanotto stia al momento raccogliendo informazioni dall’ambiente e dalle esperienze, per poi affrontare il futuro con più consapevolezza.
Non posso dire se crescendo manterrà quest’aspetto mite e pacifico del suo carattere.
Ha una buona comunicazione,  che al momento è un buon pacificatore, riesce a smorzare la situazione più tesa, calmando quei caratteri accesi.
Buono il rapporto con il suo padrone. Teufel guarda spesso Alan, in cerca di approvazione.
Al momento per nulla irruento, buona la conduzione e la gestione, almeno per quello che ho potuto osservare nella coppia durante lo svolgimento della giornata.
KIRA di URSULA e MASSIMILIANO
Femmina di 4 anni.

In Kira non vedo solo un bel cane, ma anche un soggetto equilibrato.
Ha un carattere severo con i più giovani, e i più irruenti, ma non è una sconsiderata, prima di agire valuta la situazione e poi di conseguenza agisce o prende le distanze.
L’intelligenza di Kira, la noto in quelle situazioni, dove studia il pretesto per ricordare al suo interlocutore la sua posizione sociale. Questa sua particolarità mi ricorda molto quella della mai Luna, il pastore dell’Asia Centrale, non sgrida mai a caso, crea a opera d’arte, il modo in cui ricordare o insegnare a chi le sta di fronte la sua posizione sociale, o il possesso di un determinato luogo o oggetto. 
Nonostante Ursula sia sempre alla ricerca del DECALOGO o dei 10 COMANDAMENTI (come li chiama suo marito Massimiliano) per gestire il cane, devo dire, dopo averla osservata per la seconda volta, che non trovo nulla che non funzioni. Kira ai miei occhi è un buon cane, la trovo ben inserita in famiglia, ha una buona risposta ai comandi, e una buona conduzione al guinzaglio, in poche parole rilevo una buona comunicazione e relazione tra i membri che compongono il suo branco.
Nell’educazione del cane, esistono delle regole di base, ma non è detto che suddette regole si sposino sempre alle varie situazioni, ai molteplici tipi razza, ai vari ambienti famigliari, e a tutti quegli incontri che noi andremo a fare. 
Il segreto? Occorre essere DINAMICI-DUTTILI-MORBIDI. Siamo noi che facciamo la DIFFERENZA, se ci distraiamo non potremo mai anticipare una possibile reazione o situazione antipatica.
I CLC non sono borsette da Louis Vuitton, quindi se decidiamo di attraversare un ambiente urbano dobbiamo sempre stare attenti anche per gli altri, in altre parole quelli che ci stanno intorno.
Dobbiamo diventare buoni osservatori, imparare a far tesoro delle esperienze, per poi riutilizzare tali insegnamenti per le volte successive.
Per quanto mi riguarda, posso dire con estrema serenità che non applico mai una REGOLA PRECISA, secondo il luogo o del momento mi adatto.
Il buon senso deve sempre essere in primo piano. 
ARES di DANILO
Maschio di 2 anni
Per quanto riguarda Ares, devo dire di essermi trovata davanti non solo a un bel maschio, ma anche a una personalità molto forte, sicuro di sè.
Attua un comportamento molto gerarchico e territoriale.
Ares non potrà mai essere un cane “gioppino” ovvero quel tipo di cane che si comanda a bacchetta.
Ares è un cane che valuta la situazione, quindi trovare la motivazione giusta, con lui diventa un pochino difficile, soprattutto mantenerla costante nel tempo.
Ares inoltre ha un buon canale di comunicazione vocale, lui ti avvisa sempre prima con la voce, se c’è qualcosa che a lui da fastidio in quel momento, inizia a brontolare o ringhiare, prima di passare ai fatti.
Sempre per mia esperienza, i cani che borbottano o ringhiano sono i migliori, perché inviano chiari segnali, avvisando in modo sonoro il loro disappunto.
Ares non potrà mai esser vissuto con leggerezza, ma solo con la consapevolezza che il caso richiede.
A Danilo e ad Antonietta, consiglio di fare passeggiate come quella appena trascorsa. Lavorando tutti insieme (quando il tempo lo permette), alternandosi a vicenda nella conduzione di Ares.
Il lavorare in coppia o in gruppo a sempre tanti vantaggi, ci si aiuta a vicenda a superare le situazioni “Noiose”. Sono convinta che molti considerino le passeggiate “Banali”, ma credetemi, dovete solo provare per rendervi conto da soli che non è così.
La passeggiata aiuta ad allenare l’occhio, a prevenire gli ostacoli, a capire chi ci sta venendo incontro, ma soprattutto ci fa capire chi è il nostro cane.
Ares non potrà mai esser vissuto come un labrador, ma solo come un cane dal grande temperamento.
Costruire la relazione sul dare e l’avere ha tanti vantaggi.
Cosa ne penso io? Danilo, Antonietta e figlie, a mio avviso godono della fiducia di Ares, se poi Ares non scodinzola a tutti, non importa.
AKIM di GIULIANA
Maschio 1 anno e mezzo
Il CLC “gnam gnam”.
Akim è cresciuto tantissimo dall’anno scorso. Bel soggetto, molto affettuoso e socievole.
Non ho trovato nessun problema. 
Un rapporto ben gestito.
Giuliana ed Enzo, sono riusciti a dargli la giusta serenità, lavorando sulla relazione, sulla socializzazione ambientale e intraspecifica.
Nonostante Giuliana all’inizio di tutto, fosse la più preoccupata per la scelta del marito, ha instaurato con Akim una bellissima relazione, basata sul rispetto, fiducia e leadership.
YUMA di NICOLE
Femmina di 4 anni incrocio CLC
Non sono di parte quando parlo di Yuma.
Yuma per me ha un gran bel carattere, deciso, gerarchico. Possiede un linguaggio aperto, pulito, facendoti capire come la pensa dal primo sguardo.
Yuma mi ricorda la mia luna, la CLC. Trovo in lei buone qualità, ottima insegnante per quei cuccioli, che si dimostrano troppo irruenti, lei sa dosare la giusta forza, anche se all’apparenza può sembrare troppo forte o troppo irruente.
Se fosse mia con lei ci farei tante cose, con i cuccioli.
Yuma la conosco ora mai da quasi 3 anni, il mio giudizio  non è mai cambiato, anzi forse è migliorato.
Trovo in Yuma un buon cane, come buono è il rapporto con Nicole, che segue e guarda in ogni suo spostamento.
Spero che Nicole e Federica s’incontrino per far socializzare i loro rispettivi cani. 
Yuma può esser una buona insegnate per Timber.
RANIA di MARINELLA
Femmina di 1 anno e mezzo
Potrei paragonare Rania a un Diesel, in altre parole ha bisogno dei suoi tempi per scaldarsi.
Rania, potrebbe esser scambiata per un soggetto timido, invece  ha bisogno dei suoi tempi per valutare il tipo di comportamento da attuare.
Trovo Rania un soggetto equilibrato, socievole, a tratti riservato, ma questo non lo considero un difetto, anzi.
Buono il rapporto con i suoi conduttori. 
L’unica osservazione che farei, potrebbe essere nei confronti dei detentori, i quali a volte non si trovano d’accordo sul tipo di comportamento da tenere. Marinella troppo severa, Luca troppo morbido. A loro dico solo una parola: EQUILIBRIO.
E’ importante stabile le regole, in famiglia tutti devono fare la stessa cosa.
Il cane ha bisogno di ordine, se non c’è ordine, potrebbe in seguito tenere comportamenti diversi a seconda di chi si trova davanti. 
Questo capita in tutti i branchi umani che si rispettino, con il tempo troveranno anche loro il giusto assetto, e se non lo troveranno loro, sarà Rania a insegnarglielo.
TIMBER e FEDERICA
Maschio di quasi 2 anni.
Che dire del mio piccolo Timber.
Timber in questo momento è tra due strade, tra quella del cucciolone e quella dell’adulto.
A tratti inizia a mostrare atteggiamenti dominanti, coda alta, brontolii alla presenza di altri cani.
Ha bisogno comunque di socializzare, più si relazionerà con soggetti adulti, più modulerà certe sue reazioni.
Crescere senza un contatto con altri cani, porta i soggetti ad avere una consapevolezza del sé, diversa da quelli che hanno la possibilità di interagire con altri coinspecifici.
Buona la relazione instaurata con Federica.
Buono anche il rapporto che si è creato in famiglia. Timber è ben aggregato. 
Si dimostra molto intelligente, apprende alla velocità della luce.
L’unica nota dolente, o forse frustrante di questo suo aspetto, è per i loro detentori, che devono sempre inventarsi qualcosa di nuovo, quando deve eseguire qualcosa che a lui non piace, come esser rinchiuso nel box, durante l’orario di apertura dello studio di Gabriella mamma di Federica.
Purtroppo non tutti i clienti amano i cani, e non a tutti passa inosservato l’aspetto di Timber.
LOKI di IVAN e JESSICA
Maschio di 2 anni
Ho sentito parlare tanto di Loki, che mi pareva di conoscerlo da tempo.
Credo che Loki sia un buon maschio, noto un buon rapporto con Ivan e Jessica, non mi pare un soggetto particolarmente dominante, a mio avviso caratterialmente rientra nella norma. 
Non bisogna dimenticare, però che il cane reagisce, anche secondo l’ambiente in cui vive, reagisce in base al tipo di educazione che gli s’impartisce.
Resta facile capire che le esperienze determineranno la consapevolezza di quel soggetto.
Nel complesso vedo  Loki  ben aggregato al suo nucleo famigliare.
Anche per Loki consiglio molte passeggiate, in gruppo.
Consiglio a Ivan di lavorare molto su se stesso. 
Su cosa lavorare?
Lavorare sulla calma, in ambienti tranquilli, lavorare sulla collaborazione, evitare l’uso delle imposizioni e coercizione.
Loki non ama farsi toccare dalle persone molto invadenti. Che cosa fare? Ivan dovrebbe rispettare questa particolarità.
Rispettare il punto di vista del proprio cane, è importante per l’acquisizione della sua fiducia.
Se ci intestardiamo a far toccare il cane da chiunque, potrebbe capitare che alla fine, il cane si ribelli a quest’obbligo. Arrivati a questo punto, non si torna più indietro.
L’educazione di Loki a mio avviso deve esser impartita solo dai suoi detentori e da nessun altro.
Loki ha un carattere importante, e come tale deve esser rispettato.

Non trovo Loki un cane difficile, forse un po’ articolato, ma è proprio questo il bello di Loki. A mio avviso possedere un cane come Loki o come Ares, è come avere un CANE SCUOLA, cani che ti insegnano a VIVERE UN CANE.



Prima di lasciarvi alle immagini, vorrei ringraziare per la squisita ospitalità Gabriella e Marco Zollia. 

Vi lascio alle immagini della giornata.





I COMMENTI DEI PARTECIPANTI 

Danilo: danilop2008@libero.it 

Le mie figlie e io abbiamo passato una bellissima giornata con Katia.
E’ stata interessante, istruttiva ma anche divertente.
Il momento più divertente secondo me è sicuramente stato l’incontro con il labrador e il suo padrone podista , labrador che nonostante il suo unico neurone è stato più intelligente del suo amico a  due zampe capendo che non era proprio il caso di passare indisturbato in mezzo a 8 c.l.c. e ha sapientemente allungato il percorso per stare ben lontano dai guai!
E’ stata interessante perchè passeggiando per il parco del Cormor abbiamo incrociato molti bipedi e quadrupedi e siamo riusciti a provare più situazioni a rischio e capire come ci si deve relazionare nelle varie situazioni.
Altrettanto interessante è stato il pomeriggio in città dove i nostri beniamini si sono dovuti destreggiare nella confusione e soprattutto  hanno dovuto sopportare la stupidità di molti furboni che, nel momento stesso in cui si avvicinavano per chiedere “posso toccarli?” erano già belli che partiti con il braccio verso le fauci dei nostri luponi, oppure convinti assertori che i nostri “cani da slitta” erano proprio belli!!!
Mi sono inorgoglito molto nel vedere mia figlia maggiore portare per tutto il pomeriggio il nostro piccolo Ares al guinzaglio per il centro storico di Udine, anche se più di qualche volta Katia è miracolosamente comparsa al suo fianco al momento opportuno…
Mi ha riempito di contentezza la reazione entusiastica di mia figlia minore per questa avventura a quattro zampe.
E’ stata una giornata altamente istruttiva perchè Katia ci ha spiegato diverse cose che ancora non sapevo e soprattutto mi ha fatto toccare con mano cosa si ottiene lavorando nella maniera corretta.
Entusiasta della giornata e sempre più convinto di aver scelto i cani giusti per noi aspetto il prossimo incontro dalle nostre parti sperando di riuscire a venire con tutta la famiglia riunita, grazie per la meravigliosa esperienze un abbraccio da tutta la nostra tribù Danilo Antonietta Fiore Aury Holly Ares…e anche se non la conosci un arruffato MIAO dalla regina di casa Fiamma


Marinella: annamarinatondo@libero.it

Riguardo alle mie considerazioni sulla giornata posso dire che ho trovato conferma (dalla tua lezione) alle mie informazioni ricevute in addestramento con il mio educatore. Abbiamo lavorato per 1 anno intero con la “crocchetta premio” e ora sto vedendo i risultati. Resto dubbiosa ancora sugli improvvisi sbalzi d’umore del cane nel momento in cui Rania vede, anche in lontanaza, una persona (maggiormente maschio) con cappello e occhiali da sole che, anche se non si avvicina a me perchè non mi conosce, lei la percepisce come un nemico. Mi chiedo se è normale questo atteggiamento! Talvolta ho paura di una reazione di improvvisa aggressività del cane e di una mia impreparazione nella gestione della cosa. 
Per quanto riguarda la sua voglia di incontro o indifferenza nei confronti di un altro cane, lascio a lei la scelta di fare, anche se devo confermarti che lei adora giocare con i cani di piccola taglia e meno con quelli come lei o della sua taglia.
Ti ringrazio nuovamente della tua disponibilità,
un saluto
Marinella

Risposta a Marinella:
Si è normale che Rania si allarmi alla vista di una persona che vesta con cappotto, cappello e occhiali da sole. 
Questi indumenti mascherano o coprono alcuni canali di comunicazione importanti, come la posizione della testa, e  gli occhi. 
Lo sguardo è uno dei canali comunicativi più importanti dei cani. 
Fissare negli occhi un cane è un segno di minaccia, tenere lo sguardo leggermente chiuso, significa pacificare, e così via. 
Il cappello nasconde lo sguardo e falsa la posizione della testa.
Il cappotto nasconde la postura del corpo. 
Ricordati che arriva prima il linguaggio non verbale che verbale alle “orecchie” del cane.
Rania non lo percepisce come un nemico, solo che non si fida per non capisce, una volta capito il problema Rania si apre alla comunicazione. 
Rania ha solo bisogno il tempo per capire.
Rania è un soggetto molto riflessivo, per questo ti dissi di non sforzarla, di lasciarle il tempo di pensare. 
Non va neanche coccolata quando manifesta questi atteggiamenti, perchè si potrebbero consolidare certe sue incertezze. 
Occorre avere un atteggiamento fiero, lei osservandoti capirà che non c’è nulla da temere. I cani non vanno mai rassicurati nei momenti di paura;   io onestamente non ho visto un particolari timori in Rania, i cani paurosi sono altra cosa, credimi. 
Anche a te consiglio di fare tante passeggiate con cani, che hanno già fatto esperienze e che possono passare informazioni positive a Rania. Ricordati che Arriva prima il linguaggio che c’è tra cane e cane, che tra cane e uomo.
Lei preferisce i cani piccoli, questa sua scelta potrebbe esser data dal fatto che lei si sente più sicura, perchè sa che li potrebbe prevaricare come e quando vuole.  
Continua con la socializzazione con tutti i cani non solo con alcuni. Ti ricordi con Timber, all’inizio sembrava non gradirlo, poi sè buttata a capofitto nel gioco.
Dalle tempo. Rania deve crescere ancora molto sia di fisico che di testa.
Per quanto riguarda la paura che lei possa sfociare in aggressività, quello che posso dirti, sempre per quello che ho visto, che Rania al massimo potrà arrivare a ringhiare. 
Quello che dico a te, è di mantenere sempre la calma, altra cosa, ti consiglio di rispettare questo suo comportamento, se vedi che lei indietreggia e ti fa capire chiaramente che non vuole quel contatto, all’avvicinarsi di qualcuno che lei non conosce, non forzarla all’incontro, di semplicemente alla persona che non è il caso che si avvicini. Se tu lavorerai sul contatto forzato, allora si che un giorno potrebbe manifestare il suo disappunto
Tu hai un cane articolato, come tutti quelli che possiedono dei CLC. I miei consigli non devono essere “Legge”, perchè ogni uno di noi è libero di vivere il cane come meglio crede, ma la mia esperienza mi porta a dirti questo.
Rimango a tua disposizione, se hai bisogno chiama o scrivi, il tempo per Rania lo troverò sempre.
Grazie per aver partecipato.
A presto
Katia Verza Sulleormedellupo

Ivan: catanzaro.ivan@gmail.com

Innanzi tutto è sempre un piacere trascorrere una giornata assieme ad una persona che oltre a saperne tante sui CLC, fa capire che la sua è una passione ed è disposta magari a sentire mille volte le stesse domande, detto questo l’incontro con il labrador mi ha fatto senza dubbio ridere, ma allo stesso tempo dovrebbe forse farmi capire, sempre di più che i nostri non sono per niente dei semplici cani e per fortuna anche anche gli altri quadrupedi sono intelligenti.
Per quanto riguarda l’incontro del mio Loki con Timber all’inizio devo ammettere di aver preso per un secondo paura che gli staccasse la faccia, ma per fortuna la consapevolezza trasmessa da Katia ha fatto sei che noi padroni fossimo tranquilli. Certo ho capito che ho un cane che sa farsi valere, forse anche troppo se dovesse mai succedere con altre razze un incontro del genere a questo, nell’ottica di volergli trovare altri amici con cui giocare, un pò mi spaventa.
Per quanto riguarda la gestione dei cani, la giornata è andata molto bene, per quanto mi riguarda, fino al momento del rientro dal centro di Udine, verso le macchine dove ho trovato Loki molto in competizione  (credo) con Ares, altro buono per autostima, infatti doversi fermare ogni volta che si guardavano, per evitare casini ed eventuali arrabbiature dei cani non è stato facile.
Tutto quello che Katia ci ha spiegato è stato sicuramente utile ed esaustivo anche se in una persona come me, almeno, rimarranno sempre dei punti interrogativi, forse solamente perchè devo ancora entrare nell’ottica che c’è molto più lupo che cane in questa razza e quindi ci saranno delle risposte che potrò sentire oggi e capire magari tra un anno.
In conclusione nonostante qualche irritazione per il comportamento dominante di Loki che l’80% delle volte non ascolta il NO, non lo cambierei con nessun altro cane. Mi dispiace solo che almeno per ora, se non arrivo a calmarlo negli incontri con altri cani o gatti, la mia ragazza non riuscirà mai a portarlo a fare una passeggiata a  causa della sua forza.
Ringrazio Katia e tutti i partecipanti anch’essi disposti a parlare e scambiare pareri e opinioni
Ivan Catanzaro

Risposta ad Ivan:

Ivan, ricordati sempre che alcuni atteggiamenti che il nostro cane manifesta, sono dovuti anche dal tipo di reazione  che noi abbiamo, o dal tipo di educazione che noi gli impartiamo.
Ma parliamo delle reazioni.
Se tu agisci in modo improvviso, di scatto, o brusco, sul guinzaglio cercando di attirare a te Loki, questo partirà verso quello che ha di fronte. Cerca sempre di avere la giusta distanza tra te e il fastidio e agisci come hai agito con Timber.
Mi viene in mente come tenevi il guinzaglio arrotolato sulla mano, e poi mi vieni in mente come passeggiavi tranquillo nel centro di Udine. 
Il segreto è: Ricercare lo stesso stato sereno che stavi vivendo. Quello che ti posso dire su mia esperienza personale, se ti senti nervoso, incerto, non tranquillo, non lavorare con Loki. Le tue ansie lui le sente tutte e parte in protezione. 
I nostri cani ci vedono come Leader, ma se noi, Leader mostriamo incertezze, allora a quel punto loro prenderanno il nostro posto. 
Siamo noi che dobbiamo “difendere” loro, e non il contrario. 
Con “Difendere” non mi riferisco al fatto che dobbiamo coccolarli, ma dare l’impressione di saper il fatto nostro. 
Un capo si segue, se questo ci dimostra, forza, decisione, saper fare, ma se un capo è pauroso, molle, incerto, non verrà mai seguito o preso in considerazione.
Quindi cerca di valutare sempre quello che tu hai nell’animo. Se ti senti insicuro, opta per un posto tranquillo, per le passeggiate.
Per risolvere il problema del tirare, o della forza di Loki, anche qui torno a consigliarti, non un educazione al campo, perchè Loki i comandi li conosce molto bene, ma di fare tante passeggiate, più passeggiate gli farai fare, e più lui prenderà confidenza con quello che lo circonda, quindi il suo approccio con quello che lo acccende verrà piano piano a smorzarsi.
Per quanto riguarda i gatti e i cani, purtroppo tu hai scelto un maschio, di conseguenza questa è una caratteristica di molti CLC, senza contare che Loki si sta avvicinando alla maturità, non è più un ragazzotto. 
Per quanto riguarda la tua ragazza, bè Jessica dovrà lavorare un pò di braccia e di gambe, farsi un pò di muscoli, e se ce la faccio io che sono una caretta ce la può fare anche lei, mi sembra che sappia bene il fatto suo.
Vedrai Ivan tra un anno vedrai Loki con occhi diversi. Voltati un secondo e guardati indietro, guarda quanta strada hai già fatto, guarda cosa ti ha insegnato Loki, perchè ricordati una cosa, i nostri cani ci insegnano a vivere, e tu hai imparato molto. 
Rimango a vostra disposizione, se hai bisogno per qualsiasi cosa, anche la domanda più banale non esitare a chiamarmi.
A presto
Katia Verza Sulleormedellupo


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Autore Foto: Katia Verza
Un ringraziamento a Danilo Paolini per alcuni scatti forniti.

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Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
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