MA EDUCAZIONE CINOFILA COSA VUOL DIRE VERAMENTE??? MAH??? HO LE IDEE CONFUSE… PRIMA PARTE


MA EDUCAZIONE CINOFILA COSA VUOL DIRE VERAMENTE??? 

MAH HO LE IDEE CONFUSE….


Sono giorni che giro e rigiro, su questo articolo, ne ho buttato giù parecchie bozze, cercando di trovare un modo giusto, per poterlo esprimere, ancora adesso sono combattuta, tra l’essere diretta ed esplicita e tra l’essere moderata. 

Ho deciso di essere diretta, quindi esplicita. Non ha senso dire qualcosa che in realtà non si pensa. 

Vi mostrerò come sempre fotografie e filmati e sarà solo compito vostro mettervi in testa il “ragionevole dubbio” traendo le vostre conclusioni. Io le mie considerazioni le ho già fatte. 

Avrete già capito da queste poche righe che questo articolo parlerà poco di cani, il vero protagonista è l’Uomo e le sue Azioni.

Perchè questa nuova riflessione? In questi ultimi giorni ho avuto modo di conoscere nuovi soggetti, nuovi conduttori e nuove storie.

Cosa ho riscontrato dai loro racconti? Ho trovato MOLTA CONFUSIONE. 
Un MIX di concetti buttati un pò a caso.

Ma di chi è la colpa? Credo che sia da entrambi le parti, come accade per i matrimoni che non funzionano, la verità sta sempre nel mezzo. 
Detentori che non si sono informati a sufficienza quando hanno preso il cane e figure cinofile che li hanno consigliati, istruiti, formati in modo non adeguato.

Ascoltandoli mi è venuto in mente quando ero bambina, che andavo con mio padre in Piazza Ducale a Vigevano a dare da mangiare ai picconi. Allora si poteva farlo.
C’erano dei banchetti che per poche lire, si poteva comprare del mangime da offrire ai volatili.
La cosa mi affascinava tantissimo perchè mi sembrava di comandarli a bacchetta. 
Io mettevo la mia manina piccola dentro al sacchetto, tiravo fuori un pugno di granaglia e la lanciavo in aria. 
L’effetto ero bellissimo, vedere la granaglia cadere in ordine sparso, rimbalzando qua e là…seguita da un battito di ali fragoroso che mi investiva e in pochi istanti avevo ai miei piedi tanti piccioni che beccavano in modo frenetico.
Ora vi chiederete cosa centrano i piccioni con l’educazione cinofila… ebbene…

Ora immaginate un Proprietario che consulta una FIGURA CINOFILA.
Questa Figura dovrebbe dare delle informazioni adeguate al tipo di problema, in ordine preciso.. ma purtroppo mi accorgo che ultimamente non è così… I concetti vengono presi come se fossero  un “Pugno di Informazioni” e lanciati a casaccio… rimbalzando qua e  là…
Il risultato sarà, che queste informazioni verranno assimilate in ordine sparso senza capire esattamente qual’è la testa e la coda dell’Argomento

Sono convinta che con tutte le Politiche, le Figure, le Associazioni e chi più ne ha più ne metta, del momento, non si capisca DOVE LA VERITA’ STIA DI CASA, perchè ogni uno di loro racconterà la propria VERSIONE
Il vero problema è che chi ne farà le spese sarà proprio il nostro Cane.

Quindi mi sono messa alla ricerca del significato dei EDUCAZIONE CINOFILA.
Sono andata su Google, nel motore di ricerca ho messo questa descrizione: “educazione cinofila cosa significa?“.
Provate anche voi.. cercate, leggete e capirete da soli, che tutto si parla tranne di quello che il Cane VORREBBE, ma solo di quello che il Cane DEVE FARE.

Lo so! Lo so! Molti di voi potrebbero dirmi, “ma anche tu sei un Educatore Cinofilo…”, è vero IO lo sono, ed è anche vero che a volte per vivere faccio educazione, ma è anche vero che a me piace la SEMPLICITA’ … 
VIVERE UN CANE SEMPLICEMENTE, a volte sembra una grande impresa.
Vi posso assicurare che NON è facile lavorare su CONCETTI semplici, il popolo cinofilo vuole le cose complicate.
Il vero problema è che oggi giorno viviamo un DISAGIO GENERALE, quindi a volte non riusciamo a capire dove risiede la vera cinofilia.

Per quel che mi riguarda la figura dell’EDUCATORE CINOFILO, dovrebbe semplicemente aiutare il DETENTORE a comprendere il suo cane e non imporsi su di lui a tutti i costi.
Andar d’accordo con i Cani da compagnia sono tutti capaci, purtroppo quando dobbiamo andar d’accordo con i cani di carattere che le cose diventano difficili. 
Ecco perchè certi sistemi educativi, dovrebbero essere rivisti o ancor meglio evitati, per prevenire incidenti spiacevoli.

Ma ritorniamo alla nostra ricerca su Google, cosa ho trovato?
Vi lascio alcune descrizioni:

La prima descrizione che trovo è:

L’educazione cinofila…
Educare: abituare mediante esercizio; sviluppare le facoltà intellettuali. Perché educare un cane? Un cane nasce già con tutta una serie di schemi comportamentali innati pronti all’uso, sa già comunicare con i propri simili, e impara tutta un’altra serie di comportamenti giocando con i fratelli e imitando gli adulti del branco. Tuttavia nella società “umana”, dove la domesticazione a portato i nostri amici a quattro zampe a dover dipendere sempre più da noi stessi, questo bagaglio comportamentale non basta. Ai nostri cani viene chiesto , di non correre dietro al ciclista che sta passando proprio in quel momento, di non saltare addosso al vicino di turno che al bancone del bar sta sventolando una deliziosa brioches proprio sotto al suo naso, di ritornare dal proprio padrone quando viene chiamato e tutta un’altra serie di regole che per il quieto vivere ci richiede la società odierna. Per fortuna il cane sta assumendo un ruolo sempre più importante all’interno del nostro mondo fatto di colate di cemento , macchine, rumori assordanti ecc. Ci viene permesso di portarlo al ristorante, sui treni e traghetti, in spiaggia ecc. Noi padroni abbiamo il diritto e il dovere di aiutare il nostro Fido, fornendogli tutti quei mezzi atti a dargli una corretta educazione, per fargli affrontare la vita nella maniera più serena possibile. Tutto ciò può essere fatto attraverso dei corsi di educazione cinofila, dove vengono forniti i mezzi per aiutare il binomio cane-proprietario a camminare fianco a fianco con serenità e con quella complicità e fiducia che solo un cane riesce a regalarti.

Ho sottolineato tre frasi su cui vorrei farVi riflettere:
  • Un cane nasce già con tutta una serie di schemi comportamentali innati pronti all’uso, sa già comunicare con i propri simili, e impara tutta un’altra serie di comportamenti giocando con i fratelli e imitando gli adulti del branco.
Questa frase secondo il mio avviso andrebbe corretta. Il Cane è vero nasce con istinti innati, vedi il cucciolo che appena liberato dalla placenta si muove in cerca di calore e cibo, ma è anche vero che non “SA GIA'” di essere Cane, lo impara nelle prime settimane di vita, vivendo con la madre e i fratelli e solo in seguito, affinerà le tecniche di comunicazione giocando con gli adulti dello stesso branco o soggetti nuovi. (vedi periodi sensibili ).
Se non si rispettano questi Periodi, il cane crescendo manifesterà seri problemi o disagi.
  • Per fortuna il cane sta assumendo un ruolo sempre più importante all’interno del nostro mondo fatto di colate di cemento
Onestamente non so dire quanto sia fortunato il cane… in questa frase noto molto egoismo da parte dell’Uomo. Ma secondo voi, quanto interessa al cane a partecipare a tutto questo???

  • Ci viene permesso di portarlo al ristorante, sui treni e traghetti, in spiaggia ecc. Noi padroni abbiamo il diritto e il dovere di aiutare il nostro Fido
Purtroppo è vero, ora noi possiamo portare i cani ovunque.
Non vedo in questo una fortuna, ma un disagio. Giusto la settimana scorsa me ne sono trovata uno in sala di aspetto in ospedale. Io credo che già le persone siano fonte di malattie, un cane in ospedale onestamente non ce lo vedo proprio.
Io credo che tutti  abbiano il diritto di vivere un cane, ma credo che sia anche opportuno farlo con intelligenza.
Noi dobbiamo imparare a gestire il cane in società, questo è un dato di fatto, ma è anche vero che dovremmo noi per primi imparare a vivere in società il nostro cane, evitando di trovarci in difficoltà soprattutto mettendo in difficoltà gli altri.
Più passano gli anni, più mi rendo conto, che forse i cani non vogliono tutto questo, loro vogliono solo fare i cani, magari in un bel cortile, dove poter correre, abbaiare, scavare una fresca buca d’estate o sonnecchiare in inverno ai raggi di un sole tiepido.
Noi possiamo scegliere il giusto modo.

Seconda ed impegnativa descrizione:

“Con il cane occorre andare oltre l’obbedienza di Roberto Marchesini” 
I cani sono animali dall’intelligenza sociale assai spiccata e non penso di azzardare se affermo che da un punto di vista relazionale ci superano di molte lunghezze. In fondo sono gli uomini ad abbandonare i cani e non viceversa e questo già dovrebbe farci riflettere. Per il cane il gruppo familiare è una squadra, un solo corpo che deve muoversi all’unisono e per questo motivo il cane è interessato a costruire la massima concertazione. Il cane pertanto è già predisposto a collaborare, ciò significa che pretendere da lui l’obbedienza è di fatto una limitazione rispetto alle grandi potenzialità  che il nostro amico a quattro zampe possiede. Spesso si sente parlare di dominanza del cane, come se lui veramente considerasse la relazione in termini di potere, ma questo è un antropomorfismo. Persino il concetto di leadership è errato se l’applichiamo in modo immedesimativo perché, mentre per l’uomo essere leader vuol dire delegare agli altri il lavoro spicciolo e in ultima analisi essere esonerati dal fare, nel mondo dei cani il leader è quello che si assume qualunque onere e che lavora continuamente per il suo gruppo, non solo nel prendere le decisioni ma altresì per difendere il proprio gruppo. L’istruzione del cane troppo spesso viene interpretata come educazione all’obbedienza, distruggendo di fatto le plusvalenze collaborative e consensuali che il cane potrebbe esprimere se solo si desse un corretto indirizzo al suo profilo etologico. Il nostro antropocentrismo è pertanto la più grossa ipoteca per capire il cane. In genere infatti si approccia la questione educativa del cane in modo antropocentrico: il cane educato è quello che non sporca in casa, non tira al guinzaglio, si mette seduto o a terra se glielo si chiede, se chiamato ritorna, è obbediente e si lascia guidare dal proprietario, non disturba e non mette in atto comportamenti distruttivi in casa, è docile e non si rivolta quando gli si impone qualcosa. In altre parole nella visione tradizionale l’educazione è ciò che rende facile la gestione ordinaria del cane mentre l’istruzione ha a che fare con le eventuali prestazioni che si richiedono al cane, come la guardia, la difesa, la caccia, la conduzione di pecore, la ricerca. Questo è l’approccio addestrativo che riprende un po’ la filosofia militare per mettere a punto un cane capace di rendersi pienamente gestibile e parimenti capace di svolgere le mansioni che gli si richiede. Ovviamente la pedagogia è un’altra cosa, capace di rendere possibili anche i risultati gestionali e performativi – che non si vogliono assolutamente ignorare o sottovalutare – ma che parte da altri presupposti e soprattutto rende possibili ulteriori obiettivi, oggi quanto mai indispensabili per l’integrazione del cane. Vorrei sottolineare che la differenza tra un approccio pedagogico e uno addestrativo non riguarda propriamente il metodo – non è questione di essere gentili o meno, su cui ormai mi auguro non ci siano più discussioni – ma l’intero complesso di lavoro. Sostengo peraltro che molti che si dichiarano addestratori e pensano di fare delle semplici sedute di training in realtà hanno un’impostazione pedagogica, seppur non chiara ed esplicitata. Parlare di pedagogia è tutt’altro che un antropomorfismo anzi, è vero il contrario. L’approccio pedagogico è cinocentrico: è un progetto sull’evoluzione del cane fondato sulle sue qualità, ovviamente in vista di un inserimento nella società umana. Ecco allora che in una visione pedagogica l’educazione non è altro che l’indirizzo e l’ausilio per la costruzione di un carattere equilibrato e aperto, in modo curioso, al mondo, che possieda capacità di relazione e di integrazione con l’uomo e le altre specie e che sappia facilmente adattarsi alle situazione future. In una visione pedagogica benessere e gestibilità sono fortemente correlate e in genere dal benessere deriva la gestibilità non il contrario. Da molti anni insieme ai miei collaboratori stiamo lavorando su protocolli educativi che abbiano come obiettivo principe non il deprimere la natura del cane ma valorizzarla permettendole di svilupparsi in senso concertativo e collaborativo. L’approccio cognitivo pertanto non è solo un modo gentile di educare il cane ma un modello che parte dalla mente del cane per darle le migliori opportunità per integrarsi pienamente nella società umana. Oggi più che mai abbiamo bisogno di educatori che non solo siano attenti a rispettare la senzienza del cane ma che soprattutto siano rispettosi della natura del cane mettendo in discussione l’approccio antropocentrico.
significa aiutarlo a sviluppare le sue qualità, insegnargli a comportarsi bene in casa e all’esterno,a camminare con il guinzaglio senza tirare, a tornare subito quando lo si chiama, ad aspettarci calmo e sereno quando dobbiamo lasciarlo solo. Significa comprendere la sua voce,che non è fatta di parole, ma di emozioni……e stimolare la sua mente, perchè possa affrontare meglio la sua vita e sentirsi soddisfatto…Significa anche insegnargli cosa non deve fare, per evitare problemi per lui e per noi. Punirlo non funziona, serve solo a spaventarlo e perdere la sua fiducia in noi, per questa ragione adottiamo il “metodo gentile”, un sitema semplice ed efficace,  basato sulla corretta comunicazione. Per chi ha un cane e ama l’attività fisica all’aperto, consigliamo di fare sport con lui, ci sono molti modi di fare sport con il cane  ed è un’ottima soluzione per educarlo, migliorare la relazione e tenersi entrambi in ottima forma. Educare il cane significa pensare al suo benessere ..

Leggendolo mi viene spontaneo dire: “Quindi???”
Ho nostalgia della SEMPLICITA‘.
A questo proposito, mi viene in mente un mio cliente che alcuni anni fa, intraprese un corso, del Sig. Marchesi, in un occasione di una sua visita al mio campo, mi chiamò da parte, mi fece vedere una dispensa copiata con il telefonino, e mi disse: “me la puoi spiegare??? Io non ho capito nulla!”.

Nulla contro il Sig. Marchesi, che tra le altre cose io rispetto, ogni uno a casa sua, la minestra la gira come meglio crede, ma la verità è questa, oggi giorno la Cinofilia è fatta di concetti difficili, poco chiari e la gente non sa più a cosa credere

Ma purtroppo le cose vanno via via peggiorando, generando confusione anche con la messa in onda di certi programmi televisivi.
Tipo le puntate di educazione cinofila del famoso Cesar Millan.
Purtroppo ci sono molte persone che lo adorano, seguono alla lettera quello che lui insegna, alcune lo seguono talmente bene che vengono morse, come accade a lui in questo video.
CESAR MILLAN VS LABRADOR 
Vi chiedo di osservare bene il video, guardate bene la mano, ad un certo punto non la muove più, le dita sono tese, io credo che lui in questo momento provi un gran dolore.
Quest’uomo è riuscito a farsi mordere da un Labrador, dal cane per antonomasia più buono del mondo, quello che gioca con la carta igenica… 

Ora vi domando:
Ma che a cosa serve comportarsi in questo modo con il cane? 
Perchè spingerlo a mordere? 
Ma che senso c’è toccare il cane mentre mangia? 
Lasciarlo in pace no? 
Vi posso garantire che si può insegnare al cane a non morderci/ringhiarci mentre lui mangia, senza arrivare a questo. Come? Semplice lasciandolo in pace… neanche noi saremmo felici se qualcuno ci toccasse il cibo, mentre stiamo mangiando. Questo si chiama Rispetto.

Ora vi mostro delle immagini tratte da internet… e vi chiedo: 
Voi cosa ne pensate.. ??

Il Cane in questa foto, mostra un nuovo articolo, che consiste nel farlo sporcare direttamente nel sacchetto.
Ora mi domando, ma il cane non è più neanche libero di Cagare in pace???
Gli abbiamo tolto anche questo canale di comunicazione importante. 
Ovvero la Marcatura del territorio mediante feci.


Non posso negare che alcune foto mi hanno fatto sorridere, mentre altre mi hanno fatto veramente pensare.
Impedire al cane di camminare è il più grosso reato che noi possiamo commettere nei suoi confronti, come quello di impedirgli di sporcare liberamente.
Meno male che questo fenomeno si limita ai cani di piccola taglia e non si estenda ai cani di grossa taglia. La mole ne impedisce la vestizione e favorisce il mal di schiena nel  metterselo in groppa.
Ma perchè vi dico tutto questo… semplice, perchè la mia frustrazione aumenta, proprio quando mi scontro con queste realtà sul campo e mi diventa difficile estirparle. 

Purtroppo chi ne fa realmente le spese è solo il Cane, che vive un disagio, una natura che non gli appartiene.
E’giusto che lui sopporti tutto questo?



Fine prima parte.

Katia Verza


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Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
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