CANI E PADRONI INSIEME….21 LUGLIO 2013 PAVIA – BEREGUARDO

REPORTAGE FOTOGRAFICO
CANI E PADRONI INSIEME
21 LUGLIO 2013 
PAVIA – BEREGUARDO

Eccomi qui con il reportage fotografico della giornata tenutasi a Pavia – Bereguardo il 21 luglio 2013.
Che dire??? Che non sono mancate le emozioni, anzi le Forti Emozioni.
Purtroppo devo essere sincera a volte non basta mai ripetere le cose 100 volte e credo che anche se le dicessi all’infinito non verrei comunque ascoltata.

Questo articolo non voglio che Voi lo vediate-ascoltiate-percepiate come un rimprovero, soprattutto per chi vi ha preso parte, ma che lo vediate-ascoltiate-percepiate come un CARO CONSIGLIO.

Quando si sceglie di vivere con un cane, non dobbiamo limitarci a vedere i lati divertenti della convivenza, ma ricordarci che come  nostro primo DOVERE è renderci conto che noi siamo i DIRETTI RESPONSABILI delle sue azioni.

In poche parole il NOSTRO CANE NON DEVE ARRECARE DANNO-FASTIDIO a tutto quello che ci circonda (cose-persone-società).

Infatti le giornate formative hanno lo scopo di farvi notare i possibili rischi in cui possiamo trovarci durante una banalissima passeggiata, anche semplicemente uscendo da casa propria per caricare il proprio cane in macchina.

Prima di continuare vorrei portarvi a una riflessione:

Se voi per strada vedete un cagnolino piccolo che tira insistentemente o abbaia come un indiavolato, la vostra reazione è quella di guardarlo con aria di insufficienza, non gli date quella grande importanza. A volte mi è capitato di vedere sui volti dei passanti sorrisi quasi divertiti e udire dei commenti quasi compiaciuti di tanta energia.
Ma….
Se voi per strada incontrate la stessa situazione, però il cane è di taglia grossa, magari assomiglia ad un lupo come nel caso del CLC o ad una di quelle razze tanto discusse, ebbene non mostrerete il comportamento descritto sopra, ma nel vostro inconscio scatterà la molla della paura, iniziando a giudicare male il cane e in seguito il padrone.

Quindi ritornando al discorso di prima, le giornate formative hanno lo scopo di farvi focalizzare quei dettagli che all’apparenza possono sembrare insignificanti, ma nel caso in cui si scatenassero potrebbero rovinarvi non solo la giornata ma anche delle amicizie, nel caso in cui vi trovaste insieme a degli amici con a seguito altri cani.

COSA VOGLIO DIRVI CON QUESTO?
Vorrei dirvi che il cane va vissuto con estrema naturalezza, serenità ma non dovete MAI dimenticare le insidie quindi esser sempre vigili e pronti ad evitarle.

Non importa se noi abbiamo un cane di piccola o grossa taglia, noi non dobbiamo (se abbiamo deciso di vivere il cane in un contesto sociale) arrecare disturbo agli altri.

A volte i cani di piccola taglia sono i più fastidiosi, i proprietari sembrano non rendersene conto, perchè sono soliti dire: “tanto è piccolo!!”. 
A proposito di questo, mi viene in mente una delle ultime lezioni che ho svolto in città. 
Come allievi avevo due cagnolini di piccola taglia, ebbene per la prima volta in 10 anni di lavoro quando ci siamo fermati per la pausa caffè è successo di tutto, tavolini che si rovesciavano, tazzine e bicchieri che si infrangevano al suolo.

Perchè tutto questo?? Semplicemente perchè il detentore del piccolo gli ha sempre concesso gli atteggiamenti più stravaganti “tanto è così simpatico”, classificando un comportamento del genere normale. 
Il conduttore non si è mai posto come leader nei confronti del piccoletto, di conseguenza il cane si è sempre sentito libero di fare quello che voleva.

Questo a dimostrazione che a volte noi non pensiamo che il nostro cane possa arrecare fastidio, perchè è piccolo, perchè noi lo vediamo o percepiamo come il nostro bambino e non ci rendiamo conto che può essere un problema esattamente come se si trattasse di un cane di grossa taglia, anzi a volte più fastidioso.

Detto questo ritorniamo alle Emozioni della giornata….formativa Cani e Padroni.
E’ capitato ad un certo punto che due cani maschi, uno di 6 anni e un giovane di quasi 2, si confrontassero in modo “quasi” serio.
Il giovane ad un certo punto sfugge dalle mani del suo conduttore, andando a mettere in difficoltà il proprietario dell’altro maschio. 
Il conduttore del maschio interessato sapeva cosa fare in quel momento, memore delle lezioni – corsi precedenti, quindi ha agito di conseguenza, lasciando a terra il guinzaglio e allontanandosi da lui.

I cani si sono confrontati testa su testa, liberi si muoversi senza l’intrusione dell’uomo.
Non nego di non aver vissuto un attimo di tensione, anche perchè ci trovavamo in un luogo pubblico frequentato da altre persone, per fortuna in quel momento non passava nessuno.
Dopo pochi istanti di confronto tra i due e dopo un diversivo, sono riuscita a recuperare i due baldi giovanotti e restituirli ai loro legittimi proprietari.
Ma perchè uno dei due si era liberato? Semplicemente perchè il suo detentore s’era distratto nel raccogliere le deiezioni del proprio cane, non facendo caso alla tensione che si era creata tra i due. Il cane ha solo approfittato del momento per andarsi a chiarire con il suo interlocutore.

MA DI CHI E’ LA COLPA DI QUESTO INCIDENTE???

In questo caso l’incidente è sorto per diverse cause, ma non sono imputabili ai cani. Come sempre è il padrone l’unico responsabile del proprio cane.

– Nelle uscite di gruppo non bisogna aggregarsi come un gregge di pecore. Nel gruppo occorre far molta attenzione alle reazioni dei cani, tenendosi a debita distanza da quelli che potrebbero far nascere delle dispute. La presenza dell’educatore è fondamentale, sta a lui formare i gruppi, leggere i segnali di possibili tensioni e informare i conduttori su chi avvicinare e su chi evitare.
– se si esce in coppia con il proprio cane, uno dei due si occupa del cane, l’altro si occupa di tutto il resto.

Ma … non esiste solo il padrone del cane A e B ma anche il resto del gruppo ha la sua importanza in un incidente del genere.
Ad esempio i proprietari dei cani C e D, in un caso del genere se troppo vicini alla zona rossa, possono influire negativamente sulla comunicazione dei due interessati.

Non dimentichiamo che la comunicazione tra cani liberi ha un valore, tra cani legati ne ha un altro, in questo caso, due erano liberi tutti gli altri legati.

L’esperienza insegna di più della teoria. 

Le giornate formative di gruppo non servono solo a conoscere nuove persone, ma hanno anche lo scopo di insegnare a comprendere meglio il contesto che ci circonda, le possibili situazioni a rischio. 
Una bella giornata è quella che finisce bene con il sorriso sulle labbra.

Ora vi lascio alle numerose immagini.

Vi annuncio che la prossima giornata formativa si terrà il 7 settembre 2013 sul Lago Maggiore.
Presto le info sulla giornata.

Ora vi lascio alle numerose immagini della giornata.

Katia Verza


Per i cani è importante l’esplorazione, raccogliere informazioni, lasciare informazioni

I conduttori devono imparare a prevedere qualsiasi tipo di disturbo che potrebbe infastidire il proprio cane. 

Rispettare anche le altre persone, l’educazione prima di tutto.

Imparare ad osservare le reazioni delle altre persone che frequentano lo stesso luogo. NON a tutti piacciono i cani, quindi fermarsi e consentire agli altri di passare senza problemi.

Per gli appassionati degli esercizi, anche due panchine possono diventare uno strumento di apprendimento.
Ma l’apprendimento non deve sono essere a senso UNICO ovvero solo per il cane, ma deve essere anche per noi.
Dobbiamo imparare ad osservare il nostro cane  e chiederci se a lui piace tutto ciò.
Ma ricordatevi una cosa, una volta che avete impartito un comando lo dovete portare a termine, perchè se cedete subito alla negazione del vostro cane gli insegnerete che lui potrà fare quello che vuole.
Quindi in caso di rifiuto da parte del vostro cane, sta a voi trovare un alternativa per ottenere qualcosa, anche se diverso da quello richiesto in partenza.
SI SCONSIGLIA L’USO DELLA FORZA, MA DELLA FURBIZIA

In questo caso Argo non ne vuole sapere di eseguire un ordine, in fondo perchè dovrebbe farlo? Che senso ha per il cane salire sulla panchina??? Non ha nessun valore il fatto che glielo abbiamo chiesto noi.. per lui non è utile.
Allora che fare?? Chiediamogli un altra cosa, più consona a lui in quel momento, così noi otterremo lo stesso ubbidienza lui otterrà un premio, ma la cosa più importante non entreremo in conflitto con il cane.

Utilizzare degli adulti con i cuccioli, è sempre una buona cosa sempre se questi idonei a questo tipo di mansione.
Un buon esempio da seguire apre la strada alle nuove conoscenze.

Nelle passeggiate occorre pensare anche al tipo di terreno che noi andremo a calpestare, un buon paio di scarpe ci possono sostenere in quelle situazione dove possiamo perdere aderenza con il suolo.

Spettatori nascosti… 

I magnifici 7

Sono stanca..

Io mi guardo bene dal bagnarmi….

Anche i padroni si rilassano… 

Autore foto: Katia Verza
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I COMMENTI DEI PARTECIPANTI:

Federica Zollia [bowe_girl@hotmail.it]

E siccome le tradizioni vanno rispettate, eccomi con la mia solita mail post-Pavia 🙂 Anche questa volta sono partita con il mio solito zaino più grande di me e il mio piccolo Timber; però, a differenza delle altre volte, lo zaino era nel bagagliaio e Timber legato al sedile posteriore: dopo un lavaggio del cervello durato mesi, mio papà ha acconsentito a farmi venire in macchina, ad una condizione però, ossia avrei dovuto installare un’app sull’iphone affinché lui riuscisse a vedere in qualsiasi momento dove mi trovassi così da assicurarsi che stessi ancora guidando e che non mi fossi schiantata contro un palo in autostrada.. solo lui! 😀 E così dopo un lungo viaggio sono arrivata (“sei andata un po’ velocina mi pare” cit. Papà) ed è iniziata una nuova avventura per me e per Timber. È stata una settimana molto interessante e ricca di esperienze che ha permesso a me e a Timber di rafforzare il nostro rapporto e sicuramente una settimana molto utile per me per capire determinati comportamenti del mio cane in particolari situazioni.
Prima cosa che ho notato è come il comportamento e il modo di porsi di Timber nei confronti degli altri cani sia cambiato, innanzitutto con la tua Luna: se fino a marzo Timber faceva di tutto per evitarla, questa volta erano attaccati con la colla, letteralmente, dove andava lei andava lui. Certo, lo scontro iniziale c’è stato perché giustamente Luna doveva far capire a Timber chi era il padrone di casa ma poi più tempo passavano insieme più Timber prendeva confidenza con lei e più Luna gli permetteva di fare determinate cose che prima erano impensabili (per esempio ho notato come i primi giorni luna cacciasse via Timber appena osava anche solo avvicinarsi alla porta di casa e come durante gli ultimi giorni Tmber, invece, entrava in casa liberamente).
L’atteggiamento di Timber è cambiato anche nei miei confronti, mi è parso molto più protettivo rispetto a qualche tempo fa: non appena certi cani adulti maschi si avvicinavano a me, ecco che Timber mostrava i denti per metterli subito in guardia. Non so se sia una cosa buona o meno ma sinceramente a me ha fatto piacere, mi ha sorpresa soprattutto perché Timber non aveva mai fatto una cosa simile. È come se io fossi il suo punto di riferimento e, di conseguenza, lui ritiene che io debba essere “protetta”. Poi in caso mi dirai tu se è una cosa buona o meno quella che ha fatto Timber, di certo ho imparato che quando ha quegli atteggiamenti non devo toccarlo sennò lui si carica ancora di più!
Anche la giornata di sabato al parco e al fiume si è dimostrata una grande fonte di apprendimento, soprattutto su come gestire delle situazioni difficili e, perché no, anche potenzialmente pericolose, nel momento in cui due cani adulti, in particolare maschi, si scontrano. Ho capito quanto sia importante in quelle situazioni avere dei cani ben socializzati ed equilibrati come appunto Charlie e Venom: se non avessero intrapreso un determinato percorso, la cosa sarebbe potuta finire molto male; invece i due cani se la sono vista tra loro ma in un modo equilibrato e soprattutto maturo, senza per forza giungere allo scontro fisico. Ed è proprio a questo risultato che voglio arrivare con il mio cane, anche se a mio avviso (e qui parlo da totale inesperta in materia) Timber mi sembra già un cane equilibrato e in grado di rapportarsi in una giusta maniera con gli altri cani, indipendentemente dalla razza, sesso ed età. Questo l’ho potuto notare al campo dove giocava tranquillamente con tutti quei cani che le persone portavano da te in asilo ogni giorno.
Ho notato anche che timber è un cane molto indipendente, non ha bisogno della mia costante presenza o di essere attaccato a me tutto il tempo; se ci sono altri cani con cui poter giocare lui corre da loro, buttando di tanto in tanto l’occhio nella mia direzione per assicurarsi che ci sia, ma comunque non sente il bisogno di starmi appiccicato costantemente. È vero, alla gente nella maggior parte dei casi, piace un cane che gli stia al fianco perché pensa che sia segno di fedeltà ed ubbidienza, ma spesso non è così, o lo è ma non completamente: spesso (e correggimi se sbaglio) questo atteggiamento è sinonimo di un cane che non si sente del tutto cane, che ha costante bisogno del suo padrone e che si sente insicuro soprattutto sul come approcciare gli altri cani. E questi stessi cani che erano restii a mescolarsi con i loro simili, erano gli stessi cani che preferivano giocare con la pallina o il legnetto piuttosto che buttarsi mischia dei quattro zampe. Timber, come luna ed altri, alla pallina neanche ci badava, se c’erano altro cani in giro lui si fiondava a giocare con quelli, poi se avanzava tempo magari un pensierino alla pallina lo si poteva anche fare ma di certo quella non era la sua priorità, come non era la sua priorità starmi attaccato.
Nella settimana che abbiamo passato assieme, siamo anche andati a fare le lastre ufficiali per la displasia a Timber, alla Yuki e al Nini e sono tutti risultati più che perfetti, quindi ottimo lavoro come sempre Katia! 🙂 E per quanto riguarda i due fratellini Sulleormedellupo, ossia la Yuki e Timber, un bravo va anche alla mamma Luna e al papà Manny 🙂 In ultimo, un grazie va a te che per una settimana intera sei stata mia amica ma anche mia maestra, spiegandomi con pazienza ciò che non mi era chiaro su determinati comportamenti di Timber e per avermi permesso di toccare con mano quello che fai tu ogni giorno con tanta passione ed impegno!
Per quanto riguarda me, spero, seguendo sempre i tuoi consigli, di continuare a fare un buon lavoro con Timber in modo che tu possa ritenerti soddisfatta di aver scelto me come sua compagna di vita e contenta di come siamo io e lui assieme ora!!
Un grazie di cuore per tutto! E ci vediamo sicuramente presto!
Ti abbraccio,
Seconda Osservazione

Questa è un’integrazione della mail precedente.. Si tratta di un punto di cui mi son dimenticata di parlare in quello che ti avevo già scritto ma che ci tenevo a precisare: riguarda la domanda che mi hai fatto quel pomeriggio quando eravamo io e te in campo, ossia le differenze tra come ho vissuto la bonny e come vivo ora timber. Beh, innanzitutto ci tengo a dire che la bonny avrà sempre un posto tutto suo nel mio cuore perché anche lei, come timber, è stata una parte importante della mia vita. Comunque, La differenza tra la bonny e timber, che poi è andata a determinare la differenza di rapporto che si è sviluppato tra me e lei e tra me e timber, è stata sostanzialmente una: ossia la bonny l’ho voluta quando avevo 8 anni ma vista l’età non ero ancora pronta a prendermi cura di un cane. Lei per me è stata una grande compagna di giochi al tempo, ma non l’ho vissuta come un cane dovrebbe essere veramente vissuto. Lei era importante per me, l’avevo voluta e a casa stavo sempre con lei però non mi ero presa la responsabilità di prendermi cura di lei completamente.. Diciamo che io mi ero ritagliata per me la parte “divertente” dell’avere un cane, ossia giocare, andare a spasso al guinzaglio, fargli le coccole.. Però mancava tutto il resto, che era compito di mia mamma. Grazie a dio avevo due genitori con la testa sulle spalle e amanti degli animali, che, ben coscienti che a 8 anni non avrei mai potuto prendermi cura di un cane come si dovrebbe, hanno preso loro il mio posto andando a colmare tutte mancanze di attenzioni che io non prestavo alla bonny. Man mano che crescevo però ho cercato di cambiare la situazione, prendendomi cura di lei il più possibile.. Però i legami oramai erano formati, non ero io il suo punto di riferimento, il centro del suo mondo ma mia mamma. Lei ci teneva a me, mi cercava, era affettuosa ma vedevo che il rapporto che c’era tra me e lei non era lo stesso che avevano lei e mia madre.
Poi purtroppo, dopo 14 anni la bonny se ne è andata per colpa di un ictus, ho sofferto come non mai ma non per questo volevo rinunciare al fatto di dare la possibilità ad un altro cucciolo di avere una casa e una famiglia che gli volesse bene. E così, dopo alcuni mesi è cominciata la mia ricerca di un buon allevamento di clc ed ecco che ho conosciuto te, Katia. Ci siamo scambiate prima alcune mail e poi finalmente quell’ottobre del 2011 sono venuta a conoscere te e il tuo branco. Man mano che passavano i mesi, grazie ai tuoi vari stage a cui partecipavo, alle tue parole, telefonate e mail mi convincevo sempre di più che era un clc il cane che avrei voluto avere dopo la bonny. Mi hai spiegato che per quanto bella questa razza possa essere, è anche molto difficile da gestire e che non è un cane adatto a tutti. Questa razza però mi affascinava e dopo aver visto per la prima volta i tuoi cani, avere uno dei tuoi cuccioli era diventata un’ossessione. Oltre all’aspetto dei clc, mi affascinava soprattutto la loro indole, il loro spirito libero, il fatto che non erano cani robot che eseguivano ogni ordine del loro padrone, ma erano cani talmente intelligenti che valutavano ogni volta se l’ordine impartitogli fosse consono o meno, erano cani che avevano mantenuto lo spirito libero del lupo.
Col tempo e grazie ai tuoi stage, oltre a conoscere meglio la razza, ci siamo conosciute meglio anche io e te e alla fine tu hai avuto fiducia in me decidendo di affidarmi uno dei tuoi cuccioli, il piccolo timber.
Controllavo sempre il tuo sito per vedere quando aprivano le prenotazioni per i cuccioli, e quando ho saputo che luna era rimasta incinta contavo i giorni che mancavano alla nascita dei cuccioli. Mi ricordo che quando stavano per nascere controllavo mille volte al giorno la tua pagina per vedere se trovavo il tanto atteso link sulla nascita della cucciolata e dal giorno in cui sono nati, oltre a controllare un triliardo di volte al giorno internet per vedere se postavi loro foto, non facevo altro che contare i giorni che mancavano a quel fatidico 12 agosto, giorno in cui timber è ufficialmente diventato parte della nostra famiglia. Quel cucciolo era la mia droga già da prima che me lo portassi a casa, ed è qua che sta la differenza tra lui e la bonny: timber sarebbe stato il MIO cucciolo, io sarei stata il suo punto di riferimento, io sarei stata la sua padrona e non solo sul pedigree ma anche di fatto, sarei stata io quella che si sarebbe presa cura di lui portandolo dal veterinario quando sarebbe servito, dandogli da mangiare, giocando con lui e portandolo a scuola di addestramento; sarei stata io quella che l’avrebbe cresciuto e che gli avrebbe fatto vivere ogni possibile esperienza. Volevo un cane tutto mio, un cane che potesse contare su di me in quanto ero stata io a volerlo.
Ed è proprio qua che l’età fa la differenza: a 8 anni avevo voluto un cane ma vuoi per l’età e per le mie diverse priorità, senza cattiveria e senza farlo di proposito ovviamente, non ero stata in grado di essere una padrona degna di essere definita come tale, ero la padrona della bonny solo sul pedigree ma di fatto mia mamma era il suo punto di riferimento. Ora invece, che ho quasi 24 anni, so cosa vuol dire scegliere di adottare un piccolo esserino tutto grigio e peloso, so quali sono le conseguenze che questa scelta comporta, so cosa vuol dire essere responsabile di questo cucciolo per i prossimi 15 anni della mia vita come minimo. Adesso, come un anno fa, sono pronta a prendermi cura del mio cucciolo senza dover dipendere dagli altri, senza godermi solo i lati divertenti dell’avere un cane, scaricando ad altri quelli meno belli e più impegnativi.
Io posso solo ringraziare i miei per essersi presi cura della bonny al posto mio e per aver avuto fiducia in me permettendomi di avere un altro cucciolo, avendomi così dato la possibilità di avere un amico per la vita, di dimostrare loro che ora posso essere una buona padrona e di dimostrare a te che hai fatto la scelta giusta nel momento in cui hai deciso che timber sarebbe stato il cucciolo per me.

La bonny è stata e sarà sempre una parte importante della mia vita, non la potrei mai dimenticare.. Però con timber è tutto un’altra storia: io son la sua padrona e lui è il mio cane, dove vado io va anche lui, lui è la mia ombra e io sono la sua.. Siamo inseparabili, uniti con la colla. Non farei mai a meno di lui ora ed è proprio grazie a lui che ho scoperto cosa significa essere la vera padrona di un cane.. Lui ora dipenderà da me però non posso negare che anche io dipendo da lui.. Lui per me è fondamentale, è parte della mia famiglia ma soprattutto è MIO. 

Fede  

Filippo Pianta [pianta.filippo@gmail.com]

cara Katia,
grazie per la bella giornata di ieri, siamo tornati a casa stanchi morti ma molto felici.
Mi fa sempre piacere rincontrarvi e conoscere anche persone nuove che magari vivono da poco con un cucciolo di C.L.C. e scambiare impressioni ed esperienze.
Da quando è arrivato Argo, io e Filippo conosciamo molta più gente e facciamo molte più gite e giornate all’aperto…. non possiamo più farci prendere dalla pigrizia!! 
vi aspettiamo tutti il mese prossimo per una bella giornata al lago.
A presto, un abbraccio grande. LIZZI
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Informazioni su sulleormedellupo

Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
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Una risposta a CANI E PADRONI INSIEME….21 LUGLIO 2013 PAVIA – BEREGUARDO

  1. Bell'articolo. Purtroppo ogni tanto in queste giornate ci sono “incidenti” che capitano, a me in primis, quando durante una di queste giornate didattiche il mio maschio si è confrontato con un altro maschio adulto. Per fortuna le dinamiche si sono chiarite abbastanza in fretta senza conseguenze per nessuno dei due.
    Eppure mi rendo perfettamente conto del “problema” che Katia espone nel suo articolo.
    In quanto, quando mi trovo al campo a sostenere il mio apprendistato di istruttore cinofilo, pur ripetendo all'infinito “cani in sicurezza” “attenzione a cosa fa il vostro cane” mi sono capitati episodi dove ho perso diversi anni di gioventù.
    Purtroppo per il proprio padrone il proprio cane è sempre buono, ma anche se fosse, spesso si sottovaluta quello che sono gli altri cani. È vero il tuo è buono, ma il mio? Magari è un cane dalla tempra diversa dal tuo. Alla fine ti senti rispondere “ma se il suo cane è aggressivo il problema è suo, mica mio”. E qui nascono le dispute.
    Personalmente penso che se il cane ha fatto un percorso di socializzazione corretta, si può si scontrare con altri cani, ma sa anche fin dove può spingersi, al contrario di altri cani con caratteristiche diverse; ma i proprietari devono essere pronti non solo a lasciare andare il loro Fido, ma anche ad affrontare le conseguenze della loro azione. Ed ecco che qui poi lo scenario cambia drasticamente.
    In definitiva io credo che, come dice Katia, bisogna essere sempre attenti e vigili su cosa fa il nostro amico; non infastidire gli altri, ed essere pronti a tutto, ma soprattutto mai sottovalutare il proprio cane. Infine per i saputelli, vorrei dire di non fermarsi mai alle apparenze, se proprio non riuscite a trattenervi dal giudicare un cane di grossa taglia che discute con un altro, allora cercate di andare oltre le apparenze.

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