UN ESCURSIONE TRA I LUPI


UN ESCURSIONE TRA I LUPI ….

Domenica 5 febbraio si è svolta l’escursione “Sulle tracce del Lupo”, in Val Chisone (TO).
Le nostre guide due ragazzi fantastici degni di nota, Stefano Polliotto e Marco Costantin.
Loro non fanno parte del corpo forestale, non appartengono a nessuna associazione, loro sono unici, perchè credono e amano quello che li circonda, e cercano di promuoverlo solo con le loro forze.
L’amore di entrambi per i loro luoghi, e l’amore per gli animali li hanno spinti a cercare, capire, e difendere quello che oggi è l’animale più bersagliato e preso di mira sia dalle canne dei fucili, che della
 trappole avvelenate…. il Lupo.
Alla domanda come vi siete conosciuti, loro hanno risposto “grazie ad un ululato”.
Erano entrambi sulle tracce dei lupi, ma su versanti diversi, Stefano era in compagnia del suo clc Inish, il quale s’era messo ad ululare, i lupi nei paraggi hanno risposto a quel richiamo, sentendolo i ragazzi da punti opposti, hanno incominciato ad avvicinarsi e a raggiungere il luogo dove avevano sentito emergere quel profondo richiamo, fino a che non si sono trovati faccia a faccia, e da lì hanno capito che avevevano in comune la stessa passione.
Non più soli nella ricerca del lupo, ma uniti nello stesso sforzo.
Non è affatto facile il lavoro che stanno facendo, il loro obbiettivo oltre quello di godere personalmente di quello che la natura offre a loro, è fermarsi e appostarsi in silenzio nelle condizioni più estreme, per comprendere chi è il Lupo, ma anche per documentare e condividere con gli altri, promuovere quello che ci appartiene da una vita.
Non dimentichiamoci che anche noi facciamo parte di questa natura, anche noi siamo coinvolti in essa, e se continueremo a violentarla ad ucciderla molto presto anche noi piccoli esseri presuntuosi faremo la stessa fine, ci avveleneremo con il nostro stesso veleno….
Mi viene in mente questa citazione di Sakonkwenonkwas
Messaggio di una donna indiana ai capi delle nazioni occidentali.
“Quando avrete inquinato
l’ultimo fiume e avrete preso
l’ultimo pesce,
quando avrete
abbattuto l’ultimo albero,
allora e solo allora
vi renderete conto
che non potete mangiare
tutto il denaro
che avete ammucchiato
nelle vostre banche”
Come dicevo prima, i loro sforzi sono tanti e continuamente ostacolati dai fantasmi chiamati bracconieri, oppure da chi ha interesse vedere il Lupo sparire, per garantire cacciaggione, al rivale del Lupo, ovvero la bestia più temibile il Cacciatore…
E’ emerso dai loro racconti ma soprattutto dai loro rilevamenti, che i lupi nella loro zona monitorata erano dai 20 ai 14 esemplari, ora nel giro di poco tempo sono scesi a tre esemplari.
Le morti sono attribuite a investimenti, ad avvelenamenti, oppure è capitato di trovare un esemplare di cucciolone ferito, ma lasciadolo morire agonizzando senza prestar lui soccorso.
I lupi oggi giorno non combattono più contro quelle cause naturali, ma devo sopravvivere cercando di combattere contro quella causa chiamata Uomo.
A questo proposito ho chiesto ai ragazzi come mai i lupi non avvertissero il veleno nei bocconi, la risposta è stata, che gli avvelenatori non utilizzano più i bocconi, ma bensì le carcasse uccise dai lupi, di solito, la preda se grossa non viene divorata subito, ma in più volte, ritornando in seguito sul posto.
Altra cosa interessante dai rilevamenti emersi, è che i soggetti rimasti si sono fatti furbi.
Ho visto con i miei occhi e documentato con immagini, una cerva morta, dilaniata dai Lupi.
La cerva era stata rivenuta, sabato, Marco in questa occasione ha utilizzato delle foto trappole, macchine fotografiche agli infrarossi, che scattano al passaggio dell’animale, alla mattina quando siamo stati sul posto, è emerso che il Lupi hanno raggiunto si la preda uccisa il giorno prima, ma non l’hanno avvicinata, le ipotesi possono essere diverse: che abbiano sentito l’odore di Marco quando sè recato sul posto per piazzare le macchine fotografiche; che erano sazzi del pasto precendente; oppure hanno compreso per esperienza che mangiare una carcassa porta alla morte.
Guardare un documentario comodamente davanti alla televisione è veramente bello, magari gustandosi una cioccolata calda… ma ragazzi voi non  sapete cosa vi siete persi…
E’ inutile che vi vestiate con le magliette dei lupi, è inutile che vi tattuate sulla pelle le effigi raffiguranti i lupi, è inutile che compriate cani che assomigliano a lupi e che ve ne vantiate quando andate in giro, perchè miei cari ragazzi, qui stiamo perdendo una parte della nostra storia, stiamo perdendo una parte delle nostre origini, noi abbiamo bisogno di loro…
Uccidere i Lupi significa, sballare l’ecosistema, avvelenare una preda, non significa solo uccidere i Lupi, ma uccidere anche altri animali, come Volpi, Rapaci, Corvi… e tutti quegli esseri carnivori che si nutrono di carcasse….sballando inseguito tutto l’equilibrio dell’ecosistema boschivo.
Volete sapere come mi sono sentita io domenica…?
Io ero l’ultima della fila, a me piace restare in coda, perchè così posso fotografare il mondo senza essere disturbata… mi piace il silenzio, mi piacciono le piccole cose che mi circondano, e io mi perdo in esse…
Ad un certo punto i ragazzi ci hanno chiesto di fare silenzio, e di camminare non piu’ sulla neve battuta, perchè ghiacciata e di conseguenza sotto il nostro peso scricchiolava, ma di camminare nella neve fresca, la quale avrebbe attutito il rumore del nostro passo.
La neve mi arrivava alle ginocchia, ammetto che ho provato un po’ di fatica, abituata alla pianura è tutto un altro dire.. ma non ho osato a lamentarmi, anzi ho cercato di non perdere il passo e di ritrovare quel fiato, per andare avanti… la temperatura era tra i – 21 e i – 22 , quindi l’aria la filtravo attraverso la sciarpa… quando alzavo lo sguardo vedevo davanti a me, Stefano e Marco, carichi come dei muli, tra zaini e cineprese, speranzosi di filmare o fotografare… ragazzi io vi posso giurare che mi sono sentita un Innoportuna, quasi quasi la classica turista della domenica…
Loro con la loro passione, il loro credo, il loro amore, io con la mia curiosità…
Chi non è venuto non può capire, ma se perso un grande emozione… anche se non li ho visti, so che loro erano li, nascosti tra gli alberi, che ci guardavano, diffidenti… noi intrusi nel loro mondo…
Sono contenta di esserci stata, ho conosciuto due persone che meritano davvero tanto, e di conseguenza tutto il resto è passato in secondo piano, pure il freddo che ad un certo punto non mi dava più fastidio.. ogni tanto dovevo levarmi dalle sopraciglia le goccioline di del mio respiro che si congelvano… ma vi giuro che è un esperienza che rifarei… è stato come vivere un documentario in diretta… e io ero lì… si una GRANDE EMOZIONE.
Vorrei sottolineare una cosa.
Stefano e Marco, quando all’inizio ho detto che ci hanno messo molto del loro, era anche in senso monetario, la loro passione li ha portati a comprare attrezzature costosissime, la cinepresa, cavaletti, macchine fotografiche con teleobbiettivi, diverse fototrappole agli infrarossi… gente questi due Uomini, ci hanno creduto fino in fondo… ma tutto questo non lo stanno facendo per loro stessi, ma lo stanno facendo anche per noi… per i nostri figli… per il nostro futuro…
Gli animali dovrebbero essere visti in libertà, e non imbalsamati nei musei… con didascalie ai piedi del caro estinto…
Loro non pretendono nulla, anche averci dietro, per 4 ore, il solo motivo di spiegarci, mostrarci, per loro è stato motivo di grande orgoglio e soddisfazione.
Queste sono persone che Valgono, queste sono persone che andrebbero Valorizzate e aiutate…
Prima di lasciarvi alle immagini vorrei ringraziare un altra persona, il mio caro amico Ezio il Tukmeno, che anche questa volta mi ha coinvolto in questa bellissima esperienza, sono felice di averlo incontrato sul mio cammino, è una persona ricca di spirito e le sue conoscenze hanno molto da insegnare.


Katia Verza Sulleormedellupo
Ora vi lascio alle immagini:

Marco Costantin e Stefano Polliotto

Stefano Polliotto

Ezio Maria Romano

E’ il più grande fra tutti i Passeriformi europei .
Il CORVO IMPERIALE ( Corvus corax ) ha un becco massiccio e forme robuste .
 Raggiunge una lunghezza di 660 mm ed un’apertura alare di 1200-1380 mm .Il becco , le zampe e gli occhi sono neri , mentre il suo piumaggio è nero con sfumature violacee . 
La coda è arrotondata .I giovani hanno gli occhi azzurri . 
Vive in coppia . .Il suo habitat comprende i pascoli alpini e le zone rocciose selvagge .Ama cibarsi di animali morti , ma anche di piccoli volatili e di frutti selvatici .

Si possono notare le impronte di due Lupi. Uno si ferma in fondo, mentre l’altro avanza perlustrando la zona , per poi ritornare indietro

Prima traccia pelo di cervo

Cervo di sesso femminile predato.

Notiamo che sono stati divorati i polmoni.
All’interno della cassa toracica troviamo solo il cuore e  un lobo del polmone

Cercare di capire le dinamiche, il numero, e anche la gerarchia.

Intestino della cerva

Fegato

Notiamo all’interno dell’addome le feci dell’animale abbattuto.

Marco Costantin riguarda le immagini della foto trappola

Stomaco dell’animale abbattuto, portato lontano dal corpo dell’animale

Tracce del inseguimento

Tracce dell’inseguimento

Impronte delle ali del Corvo Imperiale. Anche lui si ciba di carcasse.

Altre Tracce.

I Lupi, non attraversano i ponti, sembrerebbe che non amino le cose sospese, ma preferiscano  guadare i torrenti.

Marcature

Impronta di Lupo rapportata alle dimensioni del mio piede.
Si pensa ad un soggetto maschio sui 35 – 40 kg.
Altre impronte di altri piccoli animali che vivono nel bosco.

Marcature

Marco Costantin
Ezio Maria Romano
Diego Belliardo
Stefano Polliotto

Foto ricordo... 

CHI E’ STEFANO POLLIOTTO

La storia di Stefano Polliotto inizia quando era ancora piccolo e con il padre si incamminava spesso sulle montagne piemontesi della Val Chisone, alla ricerca di piante selvatiche ed animali da conoscere.

Fina da adolescente Stefano, un ragazzo schivo e timido, si ambienta bene nei boschi e sulle cime delle montagne imparando a rispettarle ed amarle come fossero la sua dimora naturale.
La sua passione per gli animali si concretizza quando gli viene regalata la sua prima video camera grazie alla quale si esercita a filmare la fauna e la flora tipica delle valli. Matura così una conoscenza profonda che gli permetterà nel 1998 di fare l’incontro più appassionante della sua vita: il lupo.
Da allora nasce una grande passione nel cuore di Stefano, un vero richiamo che lo porta ad effettuare decine di migliaia di uscite in condizioni estreme, in solitudine e con ogni condizione climatica.
Pochi sanno che vedere il lupo è un avvenimento unico e irripetibile e Stefano dedica da tempo la sua vita solo per questa profonda passione.
Secoli di sterminio hanno sviluppato nel lupo un’atavica paura nei confronti dell’uomo che rifugge. Per entrare nel mondo dei lupi è necessario imparare a pensare come loro, scoprire i loro territori che demarcano con linee invisibili ai nostri occhi, interpretare le loro abitudini e sviluppare alcuni sensi sottili.
E’ stata una scelta dettata dal cuore quella di Stefano che ha rinunciato a vivere una giovinezza normale per poter seguire i lupi.

Le uscite fatte da Stefano a partire dal 1998 ad oggi sono state più di 1.100 e hanno prodotto una sessantina di avvistamenti, alcuni sporadici altri ripetuti nel tempo. Il segreto di Stefano è quello di avvicinarsi con delicatezza e discrezione ai lupi, sfruttando una serie di elementi naturali, seguendone le tracce, i segni dei loro passaggi.

E’ difficile spiegare l’emozioni che si provano quando l’occhio ricade e vede un lupo. Stefano possiede una natura gentile e tanta professionalità sviluppata nel corso degli anni, non che un supporto tecnico valido nella sua telecamera, una CANON XLH1 che gli permette di fare ingrandimenti significativi.

Grazie al suo prezioso lavoro, le immagini vengono utilizzate per produrre alcuni DVD, in Italia e in Europa: BENTORNATO LUPO, SULLA TRACCE DI UN RITORNO, in collaborazione con i parchi e il suo lavoro ha favorito il progetto INTEREG sullo studio scientifico del lupo. Le sue immagini sono state viste in televisione sulla RAI3, in trasmissioni come GEO&GEO e successivamente all’estero, in Germania, Francia e Svizzera tedesca.


Insieme alla moglie Ethel Onnis, soprano – Stefano ha realizzato il sogno della sua vita, ovvero filmare un branco di lupi per tre mesi consecutivi grazie alla scoperta della loro tana e del Rendez-vous .

L’eccezionale avventura vissuta dalla coppia è nata grazie ad un provvidenziale avvistamento di un lupo adulto che portava del cibo ai cuccioli di due mesi di vita. In seguito, hanno scoperto che il branco era incredibilmente formato da nove cuccioli più gli adulti e i giovani subordinati. In tutti i lupi erano 14.
Ogni giorno è stato possibile documentare la vita e la crescita dei lupi, i loro comportamenti, la loro straordinaria vita affettiva che non finisce mai di stupire. Questo ha confermato che i lupi sono capaci di amare profondamente ed incondizionatamente.

“E’ stato bello scoprire le dinamiche all’interno del branco che erano dettate da un profondo senso dell’ordine gerarchico, gli slanci dei genitori verso i piccoli che sono ritenuti fondamentali per il branco”, dice Stefano. “E’ importante precisare che normalmente il numero dei branchi è nettamente inferiore e che la mortalità dei piccoli anche neonatale, favorisce un equilibrio all’interno della specie. Il lupo infatti non sempre si riproduce ogni anno. Ciò è dettato dalle condizioni del territorio, la presenza di prede e altri fattori legati ai branchi circostanti

I LORO INDIRIZZI DI POSTA 

Per ulteriori informazioni potete contattare gli artisti scrivendo ai seguenti indirizzi e- mail:ste.polliotto@libero.it oppure info@ethelonnis.com.

I VIDEO SI STEFANO POLLIOTTO




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Informazioni su sulleormedellupo

Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
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