RITROVANDO UN VECCHIO ARTICOLO

RITROVANDO UN VECCHIO ARTICOLO

RIFLETTO
In questi giorni, uggiosi e piovosi, ho fatto un po’ di pulizia, e archiviato vecchie riviste cinofile, per dar spazio alle quelle nuove.

Sfogliandone qualcuna mi è saltato all’occhio un vecchio articolo sul Pastore di Picardia.
Un bellissimo cane, dall’aspetto rustico, forte e con quell’aria arruffata che lo rende simpatico agli occhi e al cuore.
Ma leggendo mi rendo conto che qualcosa  mi lascia perplessa, una sorta di contraddizione, vestirlo con un abito che non gli appartiene, e farlo sposare con una realtà ancor più estranea …
Diamo un occhio alla sua storia e poi analizziamo l’articolo.

LE SUE ORIGINI

Si trovano tracce di lui più o meno precise nel 1700 al nord della Francia in concomitanza con  lo sviluppo dell’allevamento ovino nella seconda metà del 1800.

In seguito alla prima guerra mondiale ha rischiato l’estinzione la sua sopravvivenza è stata garantita più dalle esposizioni canine e ai concorsi di bellezza che all’impiego della guardia e nella condotta del gregge.
La razza viene per questo riconosciuta nel 1925 in Francia dal Club Français du Chien de Berger.

COME VIENE UTILIZZATO

·         Cane da pastore di greggi nella più dura tradizione francese

·         Cane da guardia all’ambiente domestico

·         Cane da lavoro difesa e utilità

·         Cane da ricerca per la Protezione Civile.

DIAMO UN OCCHIO AL SUO CARATTERE

E’ un cane naturale, volonteroso, instancabile e sportivo.
Il suo equilibrio sia fisico che psicologico ne fa un cane incomparabile: ha una psicologia semplice, e’franco, diretto, spontaneo e ardito. E’ un eccellente compagno, fedele e sicuro; ricerca le stesse attitudini nel suo padrone ma non sopporta comportamenti ingiustificati e atti aggressivi. E’ molto intelligente, adora il suo padrone e fa di tutto per fargli piacere. Ideale per la famiglia: si adatta in fretta e bene.
“Il suo grande cuore lo si intuisce dall’espressione unica del suo sguardo” (M.me Lambert, 1973, storica allevatrice e Vice Presidente del Kennel Club francese “Les Amis du Berger Picard”).
Ora permettetemi di fare due considerazioni su quanto scritto, premetto non è mia intenzione muovere critiche a nessuno, ma essendo un Educatore Cinofilo molto spesso mi trovo davanti a razze selezionate per uno scopo ben preciso, solo che nella maggior parte delle volte il cane viene impiegato in un modo che non si sposa con la sua vera natura.

La selezione determina la vita di quel soggetto, non dimentichiamoci che ci dice a priori chi è quel cane e cosa ci darà quel cane.
Questo articolo, mi fa riflettere, ancor di più dopo l’incidente che ha avuto alla mia Ambra con un cane da pastore.

ANALISI DELL’ARTICOLO
La parte scritta in corsivo è il testo copiato dalla rivista.

Adorabile testone,  il classico cane di famiglia dal carattere equilibrato e affettuoso.
Ma nelle mani di padroni troppo permissivi può diventare testardo e cocciuto e un po’ troppo indipendente.

Mi fermo e analizzo la frase.

Sicuramente come tutti i cani di pastore sono ottimi collaboratori, e costruiscono un legame unico con il loro padrone, basta un fischio, un cenno, una parola, o forse meno, e loro scattano come dei soldatini, aiutandoci nel nostro lavoro.
Nella seconda parte l’articolo mette in guardia la persona, ma non lo fa con fermezza, dovrebbe far comprendere meglio, che cani di questo calibro adibiti ad un lavoro ferreo, come racconta la più rigida storia della pastorizia francese,  non potrebbe mai sposarsi bene con i nostri ritmi frenetici, con il nostro poco tempo, ma cosa più importante il cane non avendo nulla da fare, sfogherebbe la sua vera natura per fare altro.

IL SUO PELO RICHIEDE MOLTE ATTENZIONI?

È un cane che non richiede molte toelettature, anzi. Resta un cane rustico, anche se ovviamente non deve far dimenticare un regolare uso di pettine e spazzola.

Prima si comincia e meglio è, prima il cucciolo si abitua a queste operazioni migliore sarà la sua predisposizione, una volta divenuto adulto, sia per essere manipolato per le cure più semplici, sia per quando dovrà affrontare la visita veterinaria o dal giudice durante l’esposizione.

Io qui mi fermerei un pochino a riflettere; tutto quello che è stato scritto, corrisponde a santa realtà ed è cosa consigliata non solo per la razza in questione ma per tutti i cani, bastardi compresi.
Guardiamo per un istante la cosa sotto un altra prospettiva.

Io non credo che il buon pastore si fermi a spazzolare quotidianamente il suo cane.
Penso che il pelo vecchio, sul manto del cane, abbia una funzione utile, aumentare il volume per proteggersi dall’acqua e dal freddo.
Il corso della stagione determinerà la muta, e lo strofinarsi per terra o contro gli arbusti, aiuterà il cane ad eliminare il pelo in eccesso.
Frequentando molto la montagna non mi è mai capitato di vedere un pastore spazzolare il proprio cane eppure hanno un rapporto bellissimo.
Questa è più una nostra esigenza, l’esigenza di tenerlo pulito, l’esigenza di avere una casa pulita senza peli, l’esigenza di trattarlo come un nostro figlio, trasferire su di lui il nostro amore, e a volte vedere il nostro amore trasformarsi in egoismo.
Mi è capitato molte volte di osservare, i pastori con i loro cani, persone dure, dai volti scolpiti dalla vita, persone che li amano, li rispettano per le loro qualità e per la loro natura, trattandoli per quello che sono, “Cani” e non surrogati di un qualcosa … loro modo di viverli molto spesso non si sposa con il nostro mondo, ma se ci pensiamo bene, quei cani non sono nevrotici come i nostri, perché sanno qual è il loro ruolo e il loro posto all’interno del loro branco.

QUAL E’ IL SUO CARATTERE?

Analogamente agli altri cani da pastore, anche il pastore di Picardia che conosciamo oggi ha una personalità che deriva direttamente dal suo  impiego originario: un pastore conduttore, infatti, doveva possedere polso e decisione per condurre i capi di bestiame nella direzione voluta e costante attenzione per sorvegliare le pecore che cercavano di sfuggire al suo controllo, abitudine a convivere con l’uomo e ad adattarsi alle più svariate circostanze.

Il Picard oggi è quindi un cane fondamentalmente equilibrato, che vive bene in famiglia (come tutti i cani da pastore, che hanno semplicemente sostituito il gregge, con il nucleo famigliare), veloce nell’apprendere e dall’intelligenza viva e attenta, un po’ brusco, volitivo e anche un po’ furbo.

Anche per quanto riguarda questo punto, credo che non ci siano dubbi sulla descrizione di questo bellissimo spirito libero, autonomo, decisionista, del proprio gregge.

Però io credo che la nota negativa sorga quando la famiglia si sostituisce al suo gregge, se il cane vedesse le persone come pecore, o capre o manze da pinzare, ai garretti tutte le volte che queste non fanno o non vanno nella direzione dove lui ha deciso, io penso che la convivenza con questo magnifico esemplare potrebbe diventare al quanto antipatica.
Certo è palese, che l’uomo prenderà una posizione di rispetto, ma è anche certo, che il lavoro che l’uomo dovrà fare non è poco.
I  Cani da pastore hanno in se un spirito libero, hanno una capacità di pensiero elevata, anche la descrizione lo dice: intelligente, attento, brusco, volitivo, e furbo.
E su questo che la persona dovrebbe analizzare con attenzione.

E’ ADATTO A UNA FAMIGLIA CON DEI BAMBINI?

Si ama giocare con i più piccoli, purché questi lo approccino con i dovuti modi e non pretendano di trattarlo come un peluche (ma questo vale per tutti i cani).

Questo passaggio mi fa un po’ paura, i bambini lo devono approcciare con i dovuti modi, giustissima osservazione (aspetto che va sottolineato ai genitori unici responsabili di entrambi) però questo mi fa pensare che non sia un cane molto paziente caratteristica che si può ricercare in altre razze.

Ricordiamoci che è sempre un cane da pastore, che è sempre in movimento in allerta, immaginate un bimbo che lo obbliga a stare fermo, a giocare in una posizione, immaginate un bambino che corre, come verrebbe visto agli occhi del nostro cane da pastore???
Io vedo un bambino a terra con una pinzata sulla gamba, e il cane sgridato in un angolo.
Purtroppo questo molto spesso accade, cani che vengono puniti, perché si comportano da cani, ma la colpa è nostra, perché non rispettiamo la loro vera natura, se facessimo questo le cose andrebbero molto meglio per entrambi e di conseguenza certi aspetti non dovrebbero essere lasciati al caso.

PUO’ VIVERE IN UN APPARTAMENTO?

E’ un cane pieno di energie quindi vivere tra quattro mura non rappresenta proprio la soluzione ideale, a meno che possa contare su un padrone che ha tempo e voglia di portarlo fuori per lunghe passeggiate nelle quali può sfogare la sua esuberanza.

Anche in questo passaggio non trovo, nulla di sbagliato, anche se, non sono sicura sul padrone; quell’individuo che lo vuole a tutti i costi, che promette senza ombra di dubbio che gli farà fare lunghe passeggiate, e poi lo lascia a casa per ore, ore, ore…

E’ la nostra NON COERENZA che mi lascia un pochino perplessa.

POSSO INDIRIZZARLO A QUALCHE DISCIPLINA SPORTIVA?

Sarebbe la soluzione ideale! Indirizzarlo verso qualunque disciplina sportiva (agility, obedience, brevetti di lavoro ricerca su pista, gare di sheepdog) permette di sfruttare al meglio le sue doti di iniziativa e agilità

Anche questa mi sembra un ottima soluzione per dar sfogo, alle numerose energie del cane. Ma!!! Il cane da pastore lavora, tutti i giorni, non lavora solo il sabato e la domenica, quindi queste attività vanno bene per gli agonistici che lavorano costantemente tutti i giorni con il cane, un po’ per come chi va in palestra ad allenarsi.
PUO’ ESSERE UN BRAVO CANE DA GUARDIA?

Si è molto legato alla famiglia e l’istinto protettivo che un tempo riservava al gregge lo riserva oggi alla famiglia e alla proprietà in cui vive, quindi può essere un valido cane sia da guardia sia da difesa.

Non mi sento di contraddire la prima parte, anche se c’è molta differenza tra un cane da conduzione e un cane da guardia. Un conduttore conduce un guardiano fa altra cosa.

Selezionarlo per la difesa, qualsiasi cane può essere adibito su questo fronte, ma occorre scegliere nel gruppo il soggetto ideale, non tutti i cani, nel senso di soggetti possono essere utilizzati a questi scopi, in questo caso occorre guardare le caratteristiche specifiche di quel soggetto in particolare.

QUALI SONO I SUOI PRINCIPALI PREGI E QUALI I DIFETTI?

Chi lo apprezza lo vede come un cane atletico e sportivo, capace di  lavorare con la pioggia o sotto il sole, instancabile, equilibrato, affettuoso in famiglia, buon guardiano.

Resta comunque un cane da lavoro che richiede spazio per sfogare le sue energie o un padrone sportivo, soprattutto se maschio, di essere “inquadrato”, perché molto furbo e crescendo con troppo permissivi che non sanno imporsi come leader può diventare testardo e disubbidiente, un cane ribelle che però non diventerà mai pericoloso.

 Anche qui sono state dette cose sensate, anche se l’ultima parte non mi trova molto concorde.

“un cane ribelle che però non diventerà mai pericoloso”, cosa vuol dire questa frase???
Io in questo periodo sto avendo a che fare con un altro cane da pastore, una selezione scozzese di Border Collie, una simpatica canaglia, dagli occhi vivi, attenti, e furbi, che però la sua indole, da cane da lavoro è riemersa in modo non controllato, procurando una lesione (amputazione) all’orecchio della mia Ambra, uno snap deciso che ha reciso circa 2 cm di cartilagine.
La causa, è la sua natura, vede tutto quello che sta attorno a lui, come un qualcosa da riorganizzare, riunire controllare.
L’attività per questi cani deve essere 4 volte superiore a quella richiesta per certe razze.

Ho voluto utilizzare questo stralcio di articolo, riferito al Picard una razza particolarmente attiva e viva, non perché avessi qualcosa contro il Picard, anzi, ma perché è il classico articolo, che sponsorizza cani particolari con doti particolari, ad un pubblico che punta molto più sull’aspetto e non sulle caratteristiche.
Il nostro problema è che ci fermiamo troppo poco sulla selezione intesa come attitudine ma puntiamo molto di più sulla moda del momento o sull’originalità ecco perché questo articolo non punta sul cane ma punta sullo spettatore.

Nel caso del border collie, lo abbiamo conosciuto con la pubblicità di Infostrada – Fiorello ma è importante non soffermarci, solo al’immagine, ci sono voluti anni, per selezionare le razze. Oggi il mercato ci offre numerose versioni di cani, ma noi dobbiamo avere la costanza e il dovere sia per il suo bene, il nostro bene, e il bene di chi ci sta vicino, di capire e comprendere quella selezione.
Le gare, le prove di utilità sono belle, sono divertenti, ma a volte non bastano.

Noi abbiamo l’obbligo di capire chi è il nostro amico, e capire cosa noi vogliamo da lui.
Altra cosa fondamentale, rendersi conto realmente se si è veramente idonei per quel tipo di cane scelto, e non intestardirci a tutti i costi nel volerlo.
A scelta fatta noi siamo gli unici responsabili non solo per quello che il nostro cane combina nel bene o nel male, ma anche della vita che noi possiamo offrirgli.

Testo Autore: Katia Verza 

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Informazioni su sulleormedellupo

Mi dedico con passione ai Cani Lupi Cecoslovacchi, alla Educazione Cinofila, e a tutto il mondo del Quattro Zampe... Amo condividere le esperienze di vita con i nostri amici pelosi, con chi nè ha, o con chi ne vorrebbe avere... Il mio motto è: la conoscienza e il sapere non hanno età...
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